Capelli: miele per nutrirli e birra per schiarirli.

Mancano soli 3 giorni a Natale…di cosa potrei mai parlare?
Di regali? L’outfit giusto per le feste? Una carrellata di fotografie di una qualche location fighissima giusto per infierire su coloro che resteranno a casa?
Assolutamente no considerando che, a parte il pranzo di Natale dai miei, passerò le feste a casa possibilmente in pigiama e ne vado veramente fiera!
Voglio parlarvi invece di un argomento che mi sta molto a cuore, ve ne sarete accorte dalla quantità di post a riguardo…parliamo di capelli.
Oramai saprete che sono la regina dei colpi di testa, letteralmente parlando, vedermi con lo stesso colore o la stessa pettinatura per più di due mesi può essere considerato un miracolo, tanto che persino io inizio a non ricordare più come siano i miei capelli al naturale.
Ebbene? Ennesimo cambio?
Naaaa, questa volta vorrei auto complimentarmi per avere desistito da qualunque tentativo di violenza verso la mia chioma, nonostante la tentazione di tornare al biondo sia davvero forte.
Davvero, pensandoci bene le torture a cui continuo a sottoporre i mie capelli sono da paragonare a veri e priori atti di violenza, per poi lamentarmi continuamente delle doppie punte, del fatto che appaiano sfibrati, opachi e crespi mentre in realtà dovrei solo ringraziare di averne ancora in abbondante quantità sulla testa.
Dopo lo shatush, le meches, il biondo chiarissimo, il disastro della CCcream che mi ha regalato una chioma violacea, il degradè color paglia, il castano chiaro, il rosso intenso per poi passare alll’ennesimo tentativo di riavere lo shatush, il biondo scuro
e per finire il castano naturale, il tutto in poco più di un anno, ho deciso che forse i miei capelli apparivano leggermente provati per colpa mia.
Eppure li ho sempre curati tantissimo con prodotti ristrutturanti di ogni genere, maschere nutrienti, cristalli liquidi, sperando che ad un certo punto sarebbero miracolosamente resuscitati in tutto il loro splendore.
È vero che in commercio esistono ottimi prodotti, potrei elencare un’infinità tra quelli provati che hanno dato discreti risultati, ma continuare a maltrattarli sperando che poi una maschera li faccia rinascere è un po’ come abbuffarsi la sera e non fare colazione il giorno seguente sperando di dimagrire.
A fine settembre, dopo il castano naturale (che in un primo momento risultava davvero molto scuro), ho stretto un patto con i miei capelli: io mi impegnavo a dargli tregua e loro in cambio avrebbero dovuto riprendere un aspetto più umano.
Tre mesi senza tinte, nessun colpo di testa, solo maschere ristrutturanti e prodotti specifici.
Devo dire che in risultati si sono visti, già dopo due mesi senza tinte ma con tante cure e gli integratori giusti, i mie capelli iniziavano a riprendere forma, ma la mia tendenza alla sperimentazione si è semplicemente spostata.
Ho iniziato a provare ogni genere di prodotto, dallo spray alla cheratina alla schiuma nutriente da utilizzare sui capelli bagnati. La maschera ristrutturante restava in posa anche tutta la notte, con la testa avvolta in un turbante carta trasparente ed un asciugamani sul cuscino per evitare di sporcare il letto.
Appena lavati sembravano davvero belli, ma la mattina successiva apparivano unti ed appesantiti, come se non li lavassi da giorni.
In media li lavo al 4′ giorno dall’ultimo shampoo e non ho mai avuto problemi, niente forfora od effetto unto, motivo per cui questo improvviso cambiamento mi aveva allarmato non poco.
Dicono che sbagliando si impara, sante parole!
L’errore più grande era sicuramente l’ordine dei passaggi durante il lavaggio dei capelli.
Lasciare la maschera nutriente in posa per ore dopo lo shampoo appesantiva i capelli, tanto che un semplice risciacquo non era sufficiente a portare via l’eccesso di prodotto, avrei dovuto rilavarli.
Altro errore era la quantità di prodotti utilizzati; shampoo, balsamo, maschera, mousse nutriente senza risciacquo e spray alla cheratina sui capelli bagnati, cristalli liquidi ai semi di lino sui capelli asciutti più volte al giorno.
Grazie al cielo c’è google che alla ricerca “maschera ristrutturante per capelli” ha risposto con svariati milioni di risultati.
A parte i classici prodotti largo consumo ecco apparire un sito con un elenco di ingredienti tutti utilizzabili a tale scopo.
Ok, lo scrub per il viso a base di yogurt e zucchero credo che tutti l’abbiano provata almeno una volta, come tutti abbiamo sempre sentito parlare di come la camomilla abbia proprietà schiarenti sui capelli, ma altri ingredienti come il limone od il miele non li avevo mai presi in considerazione.
Circa 3 settimane fa ho deciso di provare, non potevo resistere al richiamo del miele…io adoro il miele!
La cosa più strana è stata sicuramente aprire la dispensa in cucina anziché l’armadietto del bagno, ma in risultati mi hanno veramente lasciato a bocca aperta.
Premetto che ho costruito la mia maschera personale selezionando alcuni degli ingredienti elencati, ma ho seguito le indicazioni del sito sull’applicazione dell’intruglio ottenuto: distribuire sui capelli asciutti prima dello shampoo lasciando un posa per almeno mezz’ora.
Al primo utilizzo i miei capelli erano più lucidi e morbidissimi, senza considerare il profumo meraviglioso che permane per giorni, ma oggi alla sesta applicazione mi sono convinta a consigliare a tutti questa maschera, perché sono certa ne resterete più che soddisfatte.
Ingredienti:
– acqua;
– 2 bustine di camomilla;
– 3 cuchiai di miele;
– succo di un limone intero spremuto;
– 2 cuchiai di olio di mandorle (o di oliva in alternativa);

Procedura:
Mettete circa due dita di acqua in una tazza e scaldate al microonde fino a portarla ad ebollizione, poi mettete le bustine di camomilla in infusione per circa 20 minuti lasciandola raffreddare, ottenendo così una camomilla concentrata.
Una volta raffreddata togliete le bustine di camomilla ed aggiungete tutti gli altri ingredienti nella tazza mischiando per qualche minuto fino a quando il miele sarà ben disciolto.
È possibile aggiungere al composto un cuchiaio di maschera ristrutturante.
Per applicare il tutto vi consiglio di utilizzare il lavandino del bagno come appoggio, mettendo una ciotola dentro al lavabo. Piegandovi in avanti piegate la testa portando i capelli tutti davanti; inizialmente intingete le punte direttamente dentro la tazza così che i capelli assorbano quanto più maschera possibile.
Non appena sposterete la tazza l’eccesso di liquido che le punte non sono riuscite ad assorbire scolerà dentro la ciotola che avete posizionato precedentemente dentro al lavabo; servirà alla fine, quindi potete continuare a versare il contenuto della tazza direttamente sui capelli cercando di coprire l’intera capigliatura.
Una volta svuotato il contenuto della tazza potrete utilizzare il liquido che nel frattempo si è accumulato nella ciotola e finire di versarlo sui capelli.
Massaggiate per bene tutta la chioma cute compresa, poi portate i capelli sulla testa ed avvolgete il tutto in un turbante di carta domopack lasciando in posa almeno mezz’ora, ma più la tenete migliore sarà il risultato.
Consiglio di tenere un asciugamani sulle spalle per tutto il tempo di posa perché essendo una maschera liquida tenderà a colare da sotto la carta domopack.
Terminato il tempo di posa sciacquate per bene e fate uno shampoo massaggiando energicamente la cute per eliminare qualunque residuo di prodotto.
Io personalmente utilizzo anche il balsamo dopo lo shampoo, nonostante la maschera sia sufficiente a nutrire i capelli, per districare i nodi sono costretta ad utilizzare un balsamo addolcente.
Ora potete procedere con la piega e noterete che i vostri capelli sono lucidi come appena uscite dalla parrucchiera, morbidissimi e si lasciano mettere in piega in un attimo.

Ecco i miei capelli un mese fa

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ed eccoli oggi, alla sesta applicazione di questa maschera

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Credo sia evidente non solo la lucentezza, ma anche i riflessi dorati che questa maschera sta regalando ad ogni applicazione ai miei capelli, perfetto per il mio intento di schiarirli.
Credo che lascerò alla mia chioma una lunga tregua, almeno finiva primavera, lasciando che questa maschera li nutra e continui a schiarirli in modo naturale, per poi tentare una schiaritura più decisa grazie ad un altro ingrediente che si trova nel frigorifero questa volta.
Ed eccoci al secondo argomento di questo post, ovvero come schiarire i capelli con la birra.
L’ho già fatto in passato con ottimi risultati, dovendo ricredermi sul mio scetticismo iniziale.
L’esperimento birra è da posizionarsi tra le meches post shatush ed i miei adorati capelli biondo chiarissimo pre disastro CCcream.
Io odio le meches da sempre; mi piacciono dei colpi di luce su capelli già chiari, ma l’effetto striato con ciocche che virano all’arancio proprio non riesco ad accettarlo.
Non è certo colpa della parrucchiera, ogni volta che sono dovuta ricorrere alle meches era perché uscivo da un periodo di tinte castano scuro ed è ovvio che schiarire una base scura, per di più non naturale ,richieda il passaggio forzato per ciocche color giallo/arancio, ed un effetto innaturale e striato.
Ad agosto 2013 è successo esattamente questo. Lo shatush iniziale, era stato fatto sui capelli tinti e ritinti di castano scuro, per cui onde evitare di rovinarli troppo mi aveva schiarito le punte solo di qualche tono ottenendo un color caramello e scurito la ricrescita che invece risultava più chiara. Un mese più tardi chiesi di schiarire tutta la chioma ma la parrucchiera precisò che avrei dovuto fare delle meches per qualche tempo fino ad ottenere una schiaritura più omogenea, ma che ci sarebbero voluti diversi mesi per raggiungere il risultato desiderato.
Dopo 4 ore di lavori in corso sulla mia testa ed una spuntatina d’obbligo sulle punte, ho ricevuto il divieto di presentarmi per almeno due mesi prima della seconda sessione di meches.
Decisi di seguire il consiglio e di non presentarmi per i successivi due mesi, ma questo non mi impediva di cercare soluzioni alternative.
In un forum avevo letto che la birra aveva un forte potere schiarente soprattutto se utilizzata durante l’esposizione diretta al sole.
Provai, durante una giornata al fiume intorno a ferragosto; il sole splendeva, nel frigorifero di casa nostra non manca mai la birra, così riempii uno spruzzino la vaporizzai ogni mezz’ora sui capelli mentre mi crogiolavo al sole.
La sera avevo i capelli secchi ed appiccicosi, senza parlare dell’odore che emanavano, ma una volta a casa fu sufficiente uno shampoo ed una maschera ristrutturante per vedere gli ottimi risultati.
Ero biondissima, niente più meches ma un bel colore chiaro ed omogeneo come piace a me è soprattutto nessuna traccia di arancione.
L’unica controindicazione fu un’ustione di millesimo grado su tutta la faccia nonostante la protezione 50, per cui se avete la pelle chiara e delicata è consigliabile ripassare la protezione solare sul viso dopo ogni vaporizzazione di birra sui capelli.
Ecco le foto dei mie capelli con le meches, appena uscita dalla parrucchiera ed una settimana più tardi dopo l’utilizzo della birra.
Chiedo perdono per le foto, ai tempi non furono scattate con l’intento di finire su di un blog.

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Ci tengo a sottolineare che non sono un alcun modo una sostenitrice sfegatata dei prodotti naturali, trovo ridicola la dicitura “trattamenti senza agenti chimici”, in quanto la vita stessa è chimica e gli stessi ingredienti presenti in natura sono chimici.

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Cambio di stagione? No problem

Bisogna ammetterlo, l’autunno ha sempre un certo fascino, è come una ninna nanna che accompagna il mondo al lungo sonno invernale.
Personalmente non sono un’amante della stagione fredda, vorrei vivere in una lunga e tiepida primavera, tra il cinguettio dei passerotti e le quintalate di crema autoabbronzante da utilizzare nel tentativo di far sembrare le gambe meno bianche…
Niente da fare, è giunto il momento di tirare fuori il piumino e di iniziare a cercare almeno due guanti dello stesso colore tra la mucchia di reduci spaiati dallo scorso inverno.
Inutile, bisogna farsene una ragione, il freddo, quello vero, tornerà presto a tiranneggiare e bisognerà correre ai ripari per non ritrovarsi con le labbra screpolate o con la pelle ruvida e secca.
Il primissimo problema che si presenta con l’arrivo della nuova stagione e che accomuna milioni di individui è sicuramente l’incontrollabile caduta dei capelli; un grande classico che ogni anno si ripresenta puntuale come il conguaglio sulla bolletta del gas prima di Natale.
Certo, è solo una fase passeggera, la natura che fa il suo corso, basta avere pazienza e tutto tornerà nella norma…forse, ma ogni volta continuo a spaventarmi, ogni anno che passa ne cadono sempre di più e l’ultima cosa che vorrei ritrovarmi a fare è dover seguire un’asta su eBay nel tentativo di aggiudicarmi un tupé stile gatto morto da mettermi sulla testa.
Allora che fare? Le opzioni sono due: potete provare a frizionare la cute con il super attack per frenare in modo definitivo la caduta dei capelli, oppure potete assumere degli integratori che aiutino il vostro organismo a cessare ogni tentativo di autodistruzione nei vostri confronti.
Io personalmente ho optato per la seconda scelta e devo ammettere che da circa 2 anni vivo piuttosto serenamente i cambi di stagione.
Gli integratore che voglio consigliarvi sono due: il Biomineral One Plus (che potete trovare in tutte le farmacie e parafarmacie) e il Trico-Force Keratina di Collistar (venduto in profumeria).
Entrambi gli integratori vanno assunti per via orale, 1 compressa al giorno al mattino accompagnata da un abbondante bicchiere di acqua, per almeno due mesi.
Ma vediamo più nel dettaglio i singoli integratori.

– BIOMINERAL ONE PLUS: incollo la descrizione fornita dalla casa produttrice:

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“BIOMINERAL One con Lactocapil Plus agisce in modo innovativo fornendo dall’interno dell’organismo sostanze attive sia sul bulbo pilifero, per ritardare la caduta dei capelli, sia sul fusto, per donare forza e vitalità ai capelli.
La sua formulazione è arricchita con Lactocapil Plus un complesso costituito da proteine del latte – che stimolano l’attività della papilla dermica, prolungano la fase anangen e ritardano la caduta – da Metionina, indispensabile per la sintesi della Cheratina e Vitamina E ad azione antiossidante.
Biomineral One con Lactocapil Plus contiene inoltre taurina, che stimola l’attività del bulbo pilifero, aminoacidi (leucina, prolina, glicina) che agiscono sulla sintesi delle cheratine del capello, olio di semi di lino che completa l’azione anticaduta, agendo sulla 5-alfa reduttasi.
La biotina contribuisce al normale metabolismo energetico e al mantenimento di capelli normali.”

INGREDIENTI:
Lactocapil Plus[proteine del siero del latte, N-acetil glucosamina(Origine: crostacei), L-Metionina, Vitamina E naturale]; stabilizzanti: Cellulosa microcristallina, Polivinilpirrolidone,; Antiagglomeranti: Mono e digliceridi degli acidi grassi, Biossido di silicio, Magnesio stearico, Acido Stearico, Olio di semi di Cartamo(Carthamus tinctorius L.) titolato al 40% in acido linoleico, Glicina, L-Leucina; Taurina; Agenti di Rivestimento: Idrossipropilmetilcellulosa; Gommalacca; Aromi; Colorante: Biossido di titanio (E171); Colecalciferolo(Vitamina D); Biotina.

LA MIA ESPERIENZA PERSONALE:
Con questo integratore ho ottenuto risultati strepitosi che non avrei mai nemmeno osato pensare. Ho iniziato ad assumerlo, sotto consiglio di un’amica a cui era stato prescritto dal dermatologo, in un momento in cui ero davvero spaventata dalla quantità di capelli che continuavo a perdere, ne trovavo ovunque in giro per casa, nel lavandino, mi restavano tra le mani a ciocche ogni volt che mi pettinavo. Con l’assunzione del Biomineral la caduta si è praticamente arrestata dopo soli 10 giorni di utilizzo e nei due mesi successivi non solo si vedevano chiaramente i capelli ricrescere dove prima si erano diradati, ma avevano anche assunto più corpo e volume, erano più lucidi e più forti. Davvero un miracolo, soprattutto detto da una che se non vede non crede (parlando di cose terrene si intende).

– TRICO-FORCE KERATINA COLLISTAR:
da descrizione della profumeria

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“Integratore specifico a base di Cheratina Bio-Attiva, Minerali e Vitamine per contrastare la caduta e mantenere i capelli sani, luminosi e vitali.

Azioni:
– stimola la sintesi della cheratina, protegge l’integrità della fibra capillare e ne aumenta la resistenza.
– rende i capelli più folti e vigorosi
– nutre e rinforza anche le unghie

Modo d’uso
1 compressa al giorno, da assumere con un bicchiere d’acquapreferibilmente al mattino.
Per quanto tempo: Si consiglia un ciclo di almeno 2 mesi, ripetibile durante l’anno
Per una doppia efficacia anticaduta: Si raccomanda di affiancare l’assunzione dell’integratore con l’utilizzo dei prodotti anticaduta donna e uomo Collistar.”

LA MIA ESPERIENZA PERSONALE:
questo prodotto mie è stato inviato da Collistar in omaggio, non lo conoscevo prima ma dopo averlo provato mi sento di consigliarlo a tutti. Mi sono state inviate due confezioni, per un totale di 60 compresse, quanto basta per un ciclo di due mesi. Questo graditissimo omaggio è arrivato a primavera, giusto in tempo per il cambio stagione; ero già pronta ad acquistare il mio amato BIOMINERAL, ma quando ho visto questi integratori non ho potuto fare a meno di provarli subito.
Gli effetti iniziali sono stati ottimi, come con il BIOMINERAL la caduta dei capelli si è arrestata nel giro di pochi giorni, ma la cosa più sorprendente è stata la velocità di crescita dei capelli, più che raddoppiata.
Insomma nei due mesi di trattamento ho guadagnato almeno 4 cm in lunghezza e capelli sani, corposi e più facili da tenere in piega.
Non ho mai ringraziato abbastanza Collistar per l’omaggio, ma sopratutto per i benefici che si sono mantenuti nel tempo.

Di seguito potete vedere le foto che testimoniano la preoccupante caduta di capelli di cui soggetta nei cambi di stagione ed il risultato dopo soli 10 giorni di trattamento.

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Il prezzo per entrambi gli integratori si aggira intorno ai 20€ per 30 compresse, un prezzo davvero irrisorio se pensate ai risultati che poterete ottenere grazie a questi piccoli miracoli firmato compressa.

Pace fatta con Collistar

Credo sia quanto meno doveroso da parte mia raccontarvi quello che considero un lieto fine di una vicenda che ho ampiamente discusso sul mio Blog.
Come ormai saprete qualche mese fa ho avuto una brutta esperienza in seguito all’utilizzo della CCcream di collistar, cosa che mi ha portato a tagliare i capelli di circa mezzo metro, con mia estrema disperazione.
L’utilizzo di questa maschera è facile ed il risultato veramente bello se utilizzata tono su tono, ma in caso di capelli chiari o bianchi è probabile che vi ritroviate con un effetto manga, come nel mio caso con meches violacee.
Ciò che mi lasciava perplessa era l’assenza di indicazioni riguardo a questa possibilità, insomma un pasticcio può capitare ma un individuo deve essere consapevole dell’eventualità che possa succedere un disastro e scegliere di procedere o meno.
Scrissi al supporto clienti Collistar e ricevetti un’esauriente risposta tecnica sul funzionamento di questa maschera miracolosa ma in pratica si sottolineava che il prodotto funziona perché prima di essere messo in commercio era stato testato e se qualcosa era andato storto sarebbe stato sufficiente qualche lavaggio per cancellare tutto.
Purtroppo non fu così e la mia delusione verso un’azienda che avevo sempre ritenuta ottima fu enorme.
Da anni utilizzavo diversi prodotti di Collistar, soprattutto i trattamenti corpo che ritengo tra i migliori in commercio, ma dal mio punto di vista la cura verso i clienti è importante tanto quanto la qualità dei prodotti.
Con mia enorme sorpresa la scorsa settimana ho ricevuto una email da Collistar, dove mi veniva richiesto un recapito telefonico per poter essere contatta e parlare direttamente con una responsabile.
Qualche giorno più tardi ricevo la telefonata da Anna Lisa Marcioni, signora dotata di una gentilezza disarmante e di grande simpatia, che si occupa di pubbliche relazioni per conto di Collistar.
La prima cosa che mi sento dire è “le chiediamo scusa per quanto accaduto.”, una frase che può rimarginare molte ferite, perché spesso le persone si preoccupano di trovare una giustificazione agli errori senza pensare che chi si sente in qualche modo ferito o danneggiato, non vuole una giustificazione, ciò di cui ha bisogno è di sentire che il “responsabile” è dispiaciuto tanto quanto lui.
Dopo le scuse ed uno scambio di opinioni sul prodotto accusato del disastro, siamo passate a chiacchiere meno formali ed infine la signora Marcioni mi comunica che Collistar vorrebbe in qualche modo rimediare all’accaduto e mi offrono un paio di trattamenti presso il salone Aldo Coppola della mia città.
“Una coccola per i miei capelli”, così ha definito questo dono; sono consapevole che questo non mi restituirà la mia lunga chioma, aspetterò con pazienza che ricrescano, ma di sicuro è stato un bel gesto da parte di Collistar che apprezzo molto.
Per ciò che mi concerne, credo di poter dire che io e Collistar abbiamo finalmente fatto pace, tolto il blocco verso l’acquisto di prodotti di questa azienda, potrò reinserirla nel posto che si era guadagnata nel corso degli anni prima di questo spiacevole inconveniente.

Quando la crisi ti arricchisce

Avete presente quando dicono che nelle difficoltà si tira fuori il meglio di noi? Io credo sia vero, almeno per quanto mi riguarda.
Non ho certo inventato nulla, ne ho creato qualcosa di utile all’umanità, ma ho scoperto di saper fare più di quanto credessi.
Parliamo di quasi 3 anni fa, quando la crisi per noi raggiunse l’apice e tra mutuo e bollette restava ben poco per pensare allo shopping.
Naturalmente, in quanto donna, posso rinunciare ad andare a mangiare fuori, ad un week-end fuori porta o a sistemare i graffi sulla portiera dall’auto, ma ci sono cose che non si possono proprio lasciar perdere perché sono una vera e propria esigenza.
Avrei voluto comprarmi un borsa, lo ammetto, sarà superficiale ma in quel momento sentivo l’esigenza di appagare me stessa con un qualcosa che amo e che, visto la quantità di ore che passo a lavorare, credevo di meritare.
Il punto è che non potevo farlo, il mio estratto conto diceva “No!”.
Che fare? Deprimermi perché la vita ingiusta mi costringeva a lavorare tanto ed a non poter spendere nulla per me? No, non avrebbe risolto nulla e non è nella mia indole, così ho deciso di farne una con le mie mani, una borsa che sarebbe stata come io volevo e che avrei avuto solo io.
Ho fatto uno schizzo veloce, volevo un qualcosa di semplice ma elegante.
Scelsi il colore: rosso, in onore del mio conto in banca.
Scelsi il materiale: cotone lavorato all’uncinetto.
Pronti…partenza…via!
2 mesi di lavoro; scelsi un filo sottile che lavorai tutto a punto basso…ogni istante libero lavoravo sulla mia opera d’arte, la notte, i week-end, fino al giorno in cui terminai il mio capolavoro.
Non era perfetta, ma era la mia creatura e la amavo con tutta me stessa.
Eccola qui, la mia primogenita.
(Scusate lo sfondo ma ero al lavoro quando ho scattato questa foto)

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Qualcuno la vide è mi offrì 50€…gli riso in faccia al pensiero di cedere 2 mesi di lavoro e più di 50€ di materiale tra cotone, catenella per i manici, cerniere e decorazioni per una cifra del genere.
Rifiutai gentilmente l’offerta ed utilizzai co orgoglio la mia borsa rossa.
A quel punto perché non provare ad abbinarci una spilla per capelli? Così iniziai a creare fiori e farfalle tempestati di Swarovski , di varie dimensioni e colori, che trasformai in spille, collane, anelli!
Nulla di nuovo, il mondo è pieno di ragazze creative, ma quelle erano le mie creazioni e mi sembravano bellissime.
Ecco alcun spille per capelli:

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La collana con tre fiori che vanno portati lateralmente:

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Gli anelli a fiore

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Questa foto è un po’ sfuocata ma è visibile uno degli anelli indossato.

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Ho continuato a produrre borse, fino a quando non ho creato lei , la mia opera magna, la borsa gioiello che da anni mi accompagna ogni giorno.
L’ho chiamata “minimal chic”, perché è piccola, una pochette, può contenere il minimo necessario: telefono, soldi, chiavi e sigarette.
La tengo sempre in borsa pronta all’uso, perfetta se devo andare a fare la spesa o per andare a ballare, perché si avvolge intorno al polso come un gioiello e si può tenere sempre con se.
Signori e signore, la mia minimal chic:

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Ne ho fatte di diversi colori e le utilizzo tutte a rotazione.
Da Natale sto usando questa viola, mentre prima è stato il turno di quella blu. In primavera ed estate prediligo quella rosa e la fucsia, mentre la nera è un passe par tout che è perfetta sempre e comunque.

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In un certo senso la crisi mi ha reso più “ricca”, portando alla luce una parte di me che, in altre circostanze, sarebbe rimasta nascosta.

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Voglia di primavera.

Svegliarsi alle 5, guardare che tempo fa fuori, sbraitare perché gennaio sembra non finire mai e decidere che per voi oggi è primavera.
Davvero, sembra una vita che siamo a gennaio ma il calendario si ostina a dire che oggi è solo il 20.
Eppure io mi sento priva di energia, fuori gli uccellini cinguettano, qualunque superficie provvista di erba è piena di margherite…tutti gli indizi puntano a primavera.
Bene, allora che primavera sia!
Fase 1: Narciso Rodriguez. Ho sempre associato questa fragranza alla primavera, basta una spruzzata per essere come in un prato completamente fiorito.

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Amo molto questa fragranza, tanto che possiedo sia la versione eau de toilette che eau de parfum, il profumo da borsetta, la crema corpo ed il profumo per capelli.
Questa mattina ho optato per l’eau de parfum, più dolce ed intenso rispetto all’eau de toilette; inizialmente vengono sprigionate le sue note calde, ambra e legno sembrano avere la meglio, le sfumature muschiate sono subito riconoscibili, ma basterà aspettare qualche istante perché venga sprigionata la sua anima floreale.
Insomma, se siete stanchi dell’inverno e volete che sia primavera subito, questo è il profumo che fa per voi.
Fase 2: ultimamente mi sono fossilizzata sull’ombretto grigio, lo utilizzo praticamente ogni giorno.
Oggi no, Narciso Rodriguez risveglia la voglia di colore!
Solitamente a questo profumo associo il rosa, è il mio colore preferito nonché l’incarnazione pura della primavera; non so perché ma oggi avevo voglia di azzurro, un colore che non utilizzo mai, motivo per cui non riuscivo a trovare un ombretto di questa tonalità tra la montagna di palette che possiedo.
Dopo aver scoperto di avere una quantità spropositata di ombretti rosa, grigi e marroni, mi sono ricordata che all’interno della pupa bunny rosa era presente una minuscola quantità di ombretto azzurro, seppur il risultato ricorda più un grigio chiaro che un azzurro.

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Promemoria per Lara: basta comprare ombretti rosa.
Per quanto riguarda le labbra più che una scelta la mia è stata una necessità.
Da qualche giorno sono raffreddatissisma, passo il tempo a soffiarmi il naso ed a lavarmi le mani.
Il risultato sono naso e labbra screpolati e mani arrossate.
Per le mani utilizzo una crema meravigliosa della Kaloderma al burro di karitè, mentre le mie labbra sono state salvate dal balsamo Eclat Minute di Clarins.

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Vi avevo già parlato di questo prodotto, faceva parte del set “programma labbra scintillanti” di Clarins e mi aveva lasciato veramente soddisfatta, così l’ho acquistato in taglia grande, decisione che negli ultimi giorni si è rivelata veramente saggia.
Questo balsamo è quasi indispensabile nei casi estremi, perché nutre davvero in profondità ma lascia le labbra lucide e belle come un gloss.
Il pensiero di non utilizzare il mio Dior Glow e di doverlo sostituire con un burrocacao non mi alettava per niente, ma grazie ad Eclat Minute questi giorni si sono rivelati meno traumatici del previsto.
La mini taglia presente nel set era il n. 01, un rosa chiarissimo praticamente trasparente, mentre quello che ho acquistato è il n. 05 candy shimmer, un rosa leggermente più intenso, ma sempre profumatissimo e cremoso.

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Ho notato che quasi tutti o rossetti od i gloss che preferisco contengono la parola candy nel nome.
Fase 3: finalmente sono riuscita a legare i capelli! Insomma la mia coda è davvero minuscola, ma considerato che fino a 2 settimane fa mi era impossibile riuscirci, ne sono entusiasta. Sto facendo il tifo per i miei capelli perché crescano il più velocemente possibile, mi manca tanto la mia lunga chioma 😦
Per aiutarli in questa impresa sto utilizzando un integratore miracoloso che ho già usato in passato: bio mineral one.
Basta un compressa al giorno per rafforzare i capelli e farli crescere velocemente e sani, provare per credere.
Bio mineral si può acquistare tranquillamente nelle farmacie e nelle parafarmacie, una confezione contiene 30 compresse e costa circa 19€.
Fase 4: è proprio ora, devo muovermi e andare al lavoro…pronti via! Inizia la settimana e per me oggi è il primo giorno di primavera!

Vi concio per le feste!

Non poteva mancare un post dedicato alla festa più attesa dell’anno, quella che segna la sua fine e ci regala un nuovo inizio tutto da scoprire, senza contare che è una festa che non ha età, religione ne schieramenti politici, insomma Capodanno è per tutti.
Io lo passerò a casa di amici, con le persone che mi hanno accompagnato per tutto il 2013 e che spero facciano parte della mia vita anche nel nuovo anno che si accinge ad iniziare.
Detto questo, vediamo come affrontare questa lunga notte con un look semplice ed efficace.
Ho scelto un abito di paillettes color argento scuro che voglio proporvi in due diversi contesti, cambiando gli accessori, per una versione very chic o più rock.

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L’abito Zara (69,95€), sarà la nostra base, ovvero l’elemento fisso per entrambe le varianti.
Vediamo come abbinarlo per una versione very chic:
-Cardigan nero con collo a scialle (H&M 19,90€)

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-Decoltè in pelle nera Fornarina, modello Pennylane, con tacco a stiletto e cinturino. Altezza 115 mm.
(118€)

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-Pochette Liu Jo modello Brigitte, nera con stampa effetto cocco (139€). Misure h. 21 cm x L. 39 cm
Qualunque pochette o borsa si voglia abbinare, è necessario che l’hardware sia color argento come il vestito; niente borse con hardware dorato.

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Ora che siamo vestite, pensiamo a trucco e parrucco.
Credo che in questa versione siano perfetti i capelli legati che lascino scoperto il viso e diano un’aria più sofisticata.
Qui vi mostro una pettinatura che ho creato su Katia, che mi ha gentilmente prestato la chioma, visto che i miei capelli al momento non arrivano a sfiorare le spalle.
Per realizzarla vi basterà raccogliere i capelli in una coda bassa laterale e dividerli in due ciocche che poi andrete ad accavallare e fermerete al centro con un paio di forcine.
A questo punto create due trecce e portatele verso l’alto aiutandovi con delle forcine per bloccarle in cima alla nuca.

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Dal momento che stiamo già indossando un vestito piuttosto appariscente, vi consiglio di non “appesantire” il tutto con troppi fronzoli, quindi l’ideale sarebbe un paio di orecchini piccoli e luminosi, come due semplici brillanti bianchi che daranno luce al viso senza dare troppo nell’occhio.
Per quanto riguarda il trucco, ecco cosa vi occorrerà: BB cream, correttore in crema, cipria trasparente, blush rosa o pesca, un ombretto color argento, eyeliner nero, mascara, gloss rosa.
La BB cream è la scelta migliore, vi darà un effetto naturale e vi assicurerà la giusta idratazione per tutta la notte. Il correttore in crema (io utilizzo quello di Kiko che ha davvero un’ottima copertura) può essere utilizzato anche come primer occhi stendendolo su tutta la palpebra fino alle sopracciglia.
Stendere l’ombretto color argento su tutta la palpebra superiore e procedere con l’eyeliner, creando una riga sottile leggermente più spessa verso l’angolo esterno dell’occhio dove andremo a creare una piccola coda allungata.
Utilizzare l’ombretto argentato con il pennello bagnato lungo tutto la palpebra inferiore.
Per evitare di trasformarvi in un panda durante la nottata, utilizzate un mascara waterproof e passatelo abbondantemente per un effetto ciglia finte.

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Tenete in borsa la cipria trasparente ed il gloss per i ritocchi durante la serata.
Dimenticavo: per un tocco di colore, un bel rosa acceso sulle unghie, come questo Rosy bow di Dior (Dior Vernis n. 355).

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Ora che abbiamo creato un look very chic, ripartiamo da zero per una versione più rock.
Questa volta al l’abito di paillettes Zara, abbiniamo un chiodo di pelle nera, corto con borchie a piacere, come questo, sempre di Zara (79,95€) in eco pelle con cerniere.

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Con le scarpe possiamo sbizzarrirci con stivaletti bassi od anfibi.
Bellissimi questi boots di pelle nera con cinghie di Twin-Set.
In questo caso il calzettino nero si potrebbe sostituire con uno color argento.

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La borsa da abbinare? Va bene, siamo in versione rock, ma non dimentichiamo che non stiamo andando ad un raduno di motociclisti (se così fosse, bhe avete libertà assoluta), ma ad una festa di capodanno, quindi la borsa deve avere personalità senza rinunciare ad un tocco di femminilità.
Vi propongo questa borsa a cartella di Liu Jo, modello Giada (259€)

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Ed eccoci alla fase finale che comprende trucco e capelli.
Assolutamente capelli sciolti, lisci o ricci non importa, ma sono categoricamente vietati i boccoli da bambolina.
Se si vuole optare per i capelli ricci, le onde devono essere selvagge, quasi spettinate, niente pettinature da brava ragazza.
Con i capelli sciolti potete mettere un paio di orecchini pendenti; anche in questo caso un divieto assoluto: niente cuori o fiocchi o similari (per quanto siano la mia passione), ricordiamoci che abbiamo scelto di essere bambine cattive del rock, non bimbeminkia, quindi potremmo optare per un paio di orecchini di questo tipo:

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Per quanto riguarda il trucco, basterà una piccola variazione a quello proposto per la versione chic, sottolineando lo sguardo con la matita nera lungo la palpebra inferiore e nella rima interna dell’occhio e sostituendo il gloss rosa con un rossetto rosso.

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Le unghie? Rossissime, tranne l’anulare, su cui potremmo utilizzare uno smalto color argento o glitterato, come questi di L’Oreal che trovo meravigliosi.

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Per entrambe le versioni il profumo è solo uno: Hypnotic Poison di Dior, caldo e passionale è l’ideale per la notte più lunga dell’anno!

Fatemi sapere cosa ne pensate o magari cosa cambiaste…

La regina della casa

Oggi parliamo di pulizie.
Si, proprio quelle, l’insieme di piccoli lavori domestici che nella coppia spettano sempre alle donne…
Da questo punto di vista sono più che fortunata, Simone è quasi più casalinga di me!
Questo non significa che io non faccia la mia parte, anzi, i miei pomeriggi liberi li passo per la maggior parte del tempo a pulire casa…con due gatti che perdono tonnellate di pelo e si rincorrono buttando giù qualunque cosa si trovi sul loro cammino, quasi non esiste la possibilità di sottrarsi a tale impegno.
Non so voi, ma io non nutro un particolare amore per le pulizie domestiche, esistono mille altre attività a cui mi dedicherei più volentieri…tranne quelle rare volte in cui vengo improvvisamente colta dalla “sindrome della casalinga”, una malattia autoimmune che agisce a livello neurale e provoca una sorta di ossessione verso il livello di pulizia di ogni superficie.
La durata è più o meno quella di una comune influenza, si esaurisce tra i 4 ed i 6 giorni, durante i quali mi trasformo in una specie di generale delle SS ed inizio a pulire gli schizzi sullo specchio del bagno mentre Simone si sta ancora lavando i denti…li pulisco uno ad uno, stando in piedi vicino a lui con uno straccio in mano.
“Fammi almeno finire di lavarmi!”
“Eh ma poi gli schizzi si seccano e lasciano l’alone…”
Ammetto che in quei giorni sono più insopportabile che durante il ciclo.
La sindrome della casalinga solitamente colpisce un paio di volte all’anno senza particolari conseguenze dopo essersi sfogata.
Ma parliamo della versione standard della Lara casalinga, ovvero quando mi trasformo nella regina della casa.
Solitamente arrivo a casa, mi guardo attorno, rabbrividisco nel vedere il macello creatosi in nostra assenza e guardo male i gatti che nel frattempo sbadigliano sul letto; hanno esaurito tutte le loro energie per devastare casa ed ora hanno bisogno di un po’ di riposo.
A questo punto vado in bagno, mi spruzzo il mio profumo alla vaniglia, una passata di gloss e il mio diadema.
Non scherzo, ho un diadema che indosso ogni volta che mi dedico alle pulizie; quando dico che mi trasformo nella regina della casa lo faccio sul serio.
D’obbligo la foto da inviare a Simone via WhatsApp con il messaggio “Indovina cosa sto facendo?”.

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Una volta terminata la sessione di pulizie vere e proprie passo lo straccio sul pavimento come ultima cosa, peccato che puntualmente questo coincida con il momento in cui, almeno un gatto su due, sente un’improvviso bisogno di lasciare il letto per fare un giretto sul parquet bagnato…giusto il tempo di lasciare qualche zampettata in giro per casa, per poi tornare subito a letto.
Ogni volta provo ad ordinare ai gatti di non farlo, gridando “Jenna, Rocco…tornate subito qui!” ma nessuno dei due riconosce la mia autorità di regina della casa.