PREM: PERICOLOSA-MENTE DONNA

La PREM è forse la sindrome più diffusa al mondo eppure tutt’oggi viene sottovalutata in quanto considerata non letale.

Grosso errore.
Sebbene non si conoscano casi di portatori di PREM deceduti a causa della stessa, sono invece innumerevoli i casi di esseri non più viventi a causa di portatori di PREM.
Si noti come quasi nel 100% dei casi a soffrire di PREM sia la popolazione femminile mentre ad essere colpiti dalle conseguenze di tale sindrome siano spesso esseri di sesso maschile.
Anche se in percentuale < 0.01% si registrano casi di uomini portatori di PREM.
– Ma che cos’è la PREM? –
La PREM, nota anche come SINDROME PREMESTRUALE, è un insieme di sintomi psicofisici che sebbene affrontati singolarmente non costituiscano una particolare problematica, nella loro contemporaneità possono rappresentare una vera e propria arma di distruzione di massa.
Alcuni uomini, sopravvissuti ad anni di convivenza con donne colpite da PREM cronica, hanno sviluppato a loro volta sintomi riconducibili alla Sindrome del Vietnam.
– Quali sono i sintomi più comuni –
Tra i più noti e diffusi troviamo i repentini sbalzi di umore, l’irascibilità, la tendenza ad utilizzare eccessivamente i dotti lacrimali e l’aumento incontrollato dell’appetito.
Altri sintomi meno diffusi ma a cui si consiglia di prestare la massima attenzione sono il cannabismo, il complottismo e il dadaismo.
Sembra che a causa dell’aumento dell’appetito ed in mancanza di cibarie sufficienti a placare tale incontrollabile bisogno, alcune donne abbiano deciso di ovviare al problema cibandosi direttamente di colui che dopo avere svuotato il frigorifero non si era curato di fare la spesa per riempirlo.
In alcuni casi è stato possibile mettere in relazione il periodo post-ovulazione di alcuni soggetti con l’insorgere di paranoiche fissazioni su improbabili lobby di produttori di assorbenti invischiate con associazioni a favore dei matrimoni omosessuali allo lo scopo di diffondere l’utilizzo dei tampax anche tra i gay per aiutarli a sentirsi più femminili.
Ma tra tutti i sintomi sicuramente il più sottovalutato, seppure molto diffuso, è il dadaismo.
A causa dello scombussolamento ormonale di quei giorni e grazie alla crudeltà di madre natura, i giorni del ciclo corrispondo neanche a farlo apposta ai giorni in cui una donna è sessualmente più vogliosa e più propensa a darla, da cui il nome dadaismo.
Ovviamente quei giorni corrispondono anche al momento in cui una donna è meno appetibile e decisamente troppo splatter perché il compagno colga l’occasione di godere di tale dono e tenderà a rimandare alla fine del ciclo.
Ciò di cui non si tiene conto è che la donna vive questo mancato consumo come un rifiuto (complice anche il complottismo) che restituirà con gli interessi all’uomo durante tutti gli altri giorni del mese.
– Tipi di PREM –
La PREM può presentarsi sotto diverse forme che possiamo riassumere in 3 macro categorie, PREM di tipo A, B e C.
A) Abbastanza gestibile. È la più diffusa tra le donne e la meno letale tra gli uomini. Provoca lievi sbalzi di umore facilmente controllabili ed un leggero gonfiore addominale. Anche se non curabile è possibile limitare al minimo la PREM di tipo A con massicce dosi di Nutella e qualche antidolorifico.
B) Bastarda ma senza conseguenze a lungo termine, la PREM di tipo B può interferire nei rapporti sociali a causa di frequenti e violenti scatti d’ira seguiti da anomale manifestazioni d’affetto che possono confondere chi si trova ad interagire con il soggetto colpito da PREM. Quasi impossibile da controllare, la PREM di questo tipo tende a svanire nel giro di pochi giorni senza lasciare traccia.
C) Cronica. Fortunatamente la PREM di tipo cronico è tanto pericolosa quanto rara.
Questa varietà della sindrome ha la peculiarità di avere effetti permanenti sul soggetto tanto che i sintomi divengono parte caratteriale di colei che ne vene colpita.
Ogni sintomo, dai più noti a quelli unici, sono accentuati ai massimi livelli e coesistono in perfetta armonia.
Il soggetto colpito da PREM cronico può ad esempio esercitare cannibalismo al culmine di uno slancio di affetto smielato, cibandosi del compagno subito dopo averlo abbracciato teneramente, così da fargli abbassare le difese.
Da apprezzare l’estrema sincerità dei soggetti che, consapevoli della propria situazione, avvertono di continuo gli altri del pericolo cui vanno incontro standogli vicini ma continuano ad essere presi sotto gamba dai più incauti che scambiano tali avvertimenti per battute cariche di humor.
Questa variante è considerata non solo pericolosa ma addirittura letale, pertanto si consiglia di non avvicinarsi a coloro che ne sono portatori senza prendere le giuste precauzioni.
Si consiglia di eliminare dal proprio vocabolario la parola “NO”.
Mai direi no ad una donna affetta da PREM di tipo C, a meno che non lo facciate via SMS sapendo di essere ad almeno 300 km dal soggetto.

PUNTI DI VISTA: come smettere di arrabbiarsi

Avete un appuntamento importante, un colloquio di lavoro ad esempio.
Passate un’ora a prepararvi, volete essere perfette, avere assolutamente bisogno di fare bella figura.
Uscite di casa con un abitino corto ma non troppo, una scollatura che lascia intravvedere quando basta, un trucco che valorizzi al massimo il vostro viso ed un paio di scarpe nuovissime, modello Prada tacco 10, pagate 14.90€ in un bazar cinese.
Salite in macchina e durante il tragitto pensate “Sono proprio in forma, non posso non ottenere quel posto”, il tutto passando il tempo a rimirarvi nello specchietto retrovisore anziché guardare la strada.
Parcheggiate e vi dirigete a grandi passi verso il luogo di destinazione finale.
Vi specchiate su ogni superficie capiti lungo il vostro cammino e con orgoglio vi ripetete quanto siano belle quelle scarpe, un vero affare, le avete pagate un decimo rispetto a quelle originali eppure sono perfette, non hanno nulla da invidiare ad un paio di Prada originali.
Questo è momento perfetto perché la maledizione di Miuccia Prada colpisca, ora che siete a 5 minuti dal punto in cui avete parcheggiato la macchina ed allo stesso tempo a 5 minuti dalla vostra destinazione finale.
Un tacco si rompe all’improvviso e voi precipitate verso terra ad una velocità di 9,81 m/s…prima che possiate rendervene conto il 70% del vostro corpo è a stretto contatto con l’asfalto, il coccige dolorante e i gomiti completamente scorticati.
Vi alzate e tentare di riprendere una posizione eretta, ma il dislivello tra il tacco integro e quello rotto non ve lo permette: 10 cm di differenza possono non essere facili da gestire.
Siete arrabbiare, anzi furiose, vi vergognate per la figuraccia appena fatta e vi sentite delle vere idiote per aver comprato quelle stupide scarpe che si sono rotte alla prima volta che le avete indossate.
Nell’ordine ve la prendete prima con voi stesse, poi con il destino beffardo, per concludere con una scenata razzista verso tutto il popolo cinese e le loro paccotiglie da due soldi!
Cambio di scena:
Siete tranquillamente in giro per le vie del centro, avete un pomeriggio libero ed avete deciso di fare un giro per vetrine; un po’ di sano shopping non guasta mai!
Visto che dovete camminare per tutto il pomeriggio vi siete vestite comode: jeans, maglietta di cotone e le vostre care vecchie ballerine, così poco sexy eppure così comode; le avete acquistate in saldo a 49.00€, sembrava tanto comunque per un paio di ballerine semplicissime, ma ne è valsa la pena, le avete da 3 anni e sono ancora perfette…senza considerare che sono Made in Italy!
La vostra attenzione viene catturata da una ragazza che vi passa proprio a fianco, vestita di tutto punto, non un capello fuori posto e con indosso un paio di costosissime scarpe di Prada con 10 cm di tacco.
“Ammazza questa, ma dove deve andare così tirata!”
Per un attimo un pizzico di invidia vi ha sfiorato, una ragazza così fighetta deve essere la classica figlia di papà, con una vita perfetta, un conto in banca da far impallidire la regina Elisabetta e mille uomini che sognano di averla anche solo per una notte.
Voi non sarete mai così, le fortune capitano sempre agli altri…
All’improvviso vedete la leggiadra creatura stramazzare al suolo per colpa di un tacco che si stacca letteralmente dalla scarpa.
Non immaginavate che scarpe così costose fossero fatte con materiali così scadenti!
Assistete all’intera scena, vedete la ragazza cercare di alzarsi con un’evidente smorfia di dolore misto imbarazzo, la osservate mentre borbotta tra se e se chissà quali improperi verso il destino per finire con insulti razzisti verso la popolazione cinese di cui non comprendete la ragione.
Non riuscite a trattenervi e scoppiate a ridere a crepapelle, continuando a ridere durante l’intero pomeriggio ogni volta che ripensate alla scena.
Più tardi raccontate alle vostre amiche l’accaduto per finire in bellezza con una bella risata di gruppo.

La morale? Semplice, quando vi accade qualcosa di brutto, che vi fa arrabbiare, che vi rovina la giornata, che vi logora dentro, provate a guardare l’accaduto con gli occhi di un estraneo, fate finta che sia successo ad un altro e non a voi.
Se siete la ragazza vittima di un tacco rotto, guardatevi con gli occhi di colei che assiste per caso al tutto…tornerete alla vostra macchina zoppicando e ridendo di voi stessi, perché ogni situazione ha sempre un lato comico quando succede agli altri!

ContortaMente Donne

Le donne hanno davvero una mente contorta, io per prima, non sfuggo assolutamente alla categoria.
Da quando abbiamo scoperto i vari siti o le comunità online dove è possibile vendere o barattare le proprie cose, abbiamo preso la palla al balzo.
Così ecco che mettiamo il classico annuncio “ragazze aiutatemi a svuotare l’armadio, tra poco esplode!” e creiamo una bella vetrinetta con tutti quei vestiti che non mettiamo, la maggior parte con l’etichetta ancora attaccata, perché quando l’abbiamo comprato non potevamo assolutamente farne a meno! Scarpe, borse, accessori di ogni tipo. Arriviamo ad avere 1200 oggetti in vendita e mettiamo descrizioni del tipo “adoro questa giacca, è davvero meravigliosa!” tanto che chi legge la prima cosa che pensa è “così meravigliosa che speri di liberartene!”.
Poi finalmente, un giorno riusciamo a vendere una canottiera, 20×20 cm di stoffa sapientemente confezionata per coprire giusto il seno, l’abbiamo pagata 75€ (si perché siamo affariste) e la rivendiamo per 10€.
Oh, ora si che l’armadio è vuoto!
Siamo troppo brave, tanto che nello spazio precedentemente occupato da una canottiera di 3 mm di spessore, riusciamo subito a farci stare 3 paia di jeans e 2 maglie, che siamo uscite a comprare aggiungendo 105€ ai 10€ guadagnati dalla vendita!
Non capisco perché il ministro dell’economia non sia una donna!

Non sono stata io!!

Ore 11.30: la sottoscritta è tutta intenta a fare la spesa, quando incautamente svolta nella corsia dei dolciumi vari ed eventuali.
“Lara, fai la brava e vai dritto senza fermarti..puoi farcela!” penso tra me e me.
Arrivo circa a metà corsia senza cedere alla tentazione di allungare la mano verso una di quelle confezioni di biscotti ripiene alla crema di nocciola, ricoperti al cioccolato o farciti con deliziosa crema al limone.
A questo punto mi sento già vincitrice, ho passato la parte peggiore, siamo quasi alla parte dedicata alle merendine, ovvero la meno pericolosa per me (al contrario di biscotti o dolcetti vari).
Mai abbassare le difese: ecco, questo è il momento più delicato, quando pensi che oramai sia fatta…proprio in quel momento, quando il tuo sguardo si posa sui dolcetti al cocco…noooooo i dolcetti al cocco no, non posso farcela…sto per cedere.
Resto immobile aspettando che la mia coscienza si faccia viva impedendomi di compiere questo errore…nessun segnale dalle alte sfere.
Arrivo alla parte dei compromessi con me stessa:
“Ok Lara, facciamo così: nella confezione ci sono 15 dolcetti, puoi mangiarne 2 al giorno per una settimana, tanto per toglierti la voglia di dolce, la domenica te ne spettano 3 come premio per essere stata brava, così arriviamo a 15 esatti!”
Sottoscrivo una sorta di contratto verbale con me stessa, accettando tutte le condizioni…allungo la mano ed agguanto la mia confezione di squisita bontà al cocco, mettendola nel carrello soddisfatta e via…verso la cassa.
Ore 11.54:
Metto via tutta la spesa con cura, ogni cosa al suo posto…resta solo da sistemare la confezione di dolcetti al cocco. La prendo ed inizio a studiare la soluzione ottimale, ovvero un posto dove custodirli al sicuro da me stessa, fuori dal mio campo visivo sperando che il mio cervello si dimentichi che esistano, ma dove siano pronti all’uso per la mia dose quotidiana di 2 dolcetti.
Non è saggio gironzolare per la cucina con una confezione di dolcetti in mano, perché il primo pensiero che prenderà forma nella mente sarà “Bhe, oggi mi spettano 2 dolcetti, già che ci sono potrei mangiare la mia dose giornaliera”…così senza pensarci troppo su mi ritrovo la confezione aperta tra le mani ed il primo dolcetto tra i denti…poi il secondo…soprappensiero il mio cervello segue una sola regola “non c’è due senza tre….e il quarto vien da se!”
Quando riprendo coscienza delle mie azioni mi ritrovo tra le mani una confezione contenente 7 dolcetti “E gli altri 8 dove caspita sono finiti?? Li avrò mica mangiati io???”
Inizio a cercare una spiegazione logica alla sparizione dei dolcetti, naturalmente si parla di una spiegazione che escluda me stessa dalla lista dei sospettati.
Passo dal rapimento alieno alla possibilità che la confezione fosse fallata e mancasse già parte del contenuto al momento dell’acquisto, finendo a pensare che possa essere colpa del gatto che ha approfittato della mia distrazione per fregarmi i dolcetti.
Opto per il rapimento alieno, che risulta essere la spiegazione più ovvia, nonché la teoria più interessante: un’astronave aliena, quasi certamente rettiliana, mi ha catapultato a bordo, utilizzando un raggio teletrasportatore, dove sono stati eseguiti test ed esperimenti di vario genere da una équipe di scienziati alieni che subito dopo hanno cancellato la mia memoria, ma prima di riportarmi nel luogo d’origine, ovvero la cucina, hanno mangiato un po’ dei mie dolcetti.
È noto che in rettiliani sono golosi, in particolare di dolcetti al cocco…il che tra le altre cose mi fa supporre che io abbia una qualche parentela con loro.
Ore 12.15:
Mi complimento con me stessa per aver risolto così brillantemente il caso, quando mi accorgo che la confezione di dolcetti che ho ancora saldamente stretta tra le mani, è vuota, non ne resta neppure una traccia all’interno.
“Ah, questi rettiliani, probabilmente avevano dimenticato di eseguire un test e sono tornati a prendermi…e guarda che roba, hanno pure finito i miei dolcetti!”

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I’m a zombie

Terza notte insonne.
Non c’è nulla da fare, mi giro e mi rigiro nel letto, stanca ma senza riuscire a dormire fin verso le 02.30/3.00….peccato che poi alle 5 la sveglia non mi dia scampo.
Ho provato la camomilla: niente da fare.
Ho contato le pecore, ma arrivata a 784 ormai dormivano le pecore ma io no.
Stanotte mi sono evoluta e le pecore le ho contate al quadrato, pensando che nel peggiore dei casi mi sarei fritta il cervello e sarei collassata.
1 pecora, 4 pecore, 9 pecore, 16 pecore, 25 pecore….81 pecore, 100 pecore, 121 pecore, 144 pecore…225 pecore, 256 pecore, 289….400 pecore, 441 pecore, 484 pecore….1089 pecore, 1156 pecore, 1225 cazzo di pecore $#%*^¥<~+=!$~|\]{#%*+
Basta, ho l'ovile pieno, ma non dormo, però potrei tosare le le pecore e farmi un maglioncino di lana.

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prossimo step: sbattere la testa fortissimo contro il muro, che potrebbe essere una soluzione un po' drastica visto che rischierei di dormire per sempre…
Insomma, non so più cosa provare, oltretutto al mattino devo essere così brava da mascherare la mia faccia da zombie per trasformarla in quella di un essere umano più o meno normale.

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Lavaggio culturale

Ci fu un tempo in cui l’Italia veniva considerata la culla della cultura.
La storia italiana ha visto susseguirsi alcuni trai più grandi artisti in ogni campo, menti geniali in grado di creare capolavori sopravvissuti al tempo e diffusi in tutto il mondo.
Cos’è successo all’Italia?
Dopo un’approfondita ricerca che sembrava non portare a nulla, ecco apparire il Manzoni che con una sola frase riesce a svelare l’arcano.
“Sciacquare i panni in Arno”.
Ecco, ho trovato l’elemento comune ad ogni individuo, ciò che è riuscito ad eliminare ogni traccia di cultura dall’Italia e forse dal mondo.

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Abbiamo subito tutti un lavaggio culturale ad alte temperature ad opera di quello che appare come un oggetto indispensabile nelle nostre case, un innocuo elettrodomestico creato per facilitare la vita dell’essere umano.
La colpa è sua, la lavatrice ha portato l’essere umano ad avere un bucato bianco, che più bianco non si può, ma con le macchie sono state eliminate anche ogni traccia di cultura e di sapere.
“Eppure esistono ancora grandi menti nel mondo!” starete pensando.
Vero, ma sono quasi certa che queste grandi menti non abbiamo mai fatto uso dell’elettrodomestico in questione, c’è qualcuno che si occupa del bucato per conto loro.
Poi esistono i capi delicati, quelli che riportano chiaramente su l’etichetta l’obbligo di essere lavati a mano, che hanno salvato alcuni dalla piaga dell’ignoranza estrema.
Quindi da oggi basta lavatrice, tutti in fila per sciacquare i panni in Arno!
Con ogni probabilità, tutte quelle h scomparse da tempo sono proprio lì, sul fondo del fiume che aspettano solo di essere ripescate e reinserite nel vocabolario degli italiani.

Lo sconsiglio del 6 gennaio

Oggi voglio riproporre uno sconsiglio che ho già pubblicato lo scorso anno in occasione di questo ultimo giorno di festività, ma sempre utile…
Signori e signore, ecco a voi “lo sconsiglio del 6 gennaio”

Sconsiglio del giorno: uscire di casa se la vostra autostima non raggiunge almeno la sufficienza.
Il giorno dell’epifania ogni essere umano di sesso maschile si sente in dovere di lanciarsi in originalissime battute del tipo “Ma cosa ci fai ancora in giro, la befana non lavora solo la notte?”.
Certo, se questa frase viene rivolta a Monica Bellucci c’é la possibilità che venga interpretata come una battuta, ma se la destinataria di tale scherzosa affermazione fosse invece una quarantenne in costante guerriglia con la bilancia, i capelli crespi ed un enorme brufolo sul naso, risultato delle abbuffate natalizie che le hanno intasato il fegato?
È risaputo che il giorno di Natale c ‘è un incremento di suicidi, ma forse non tutti sanno che il giorno della Befana aumentano in modo esponenziale gli omicidi volontari che vedono vittime milioni di uomini.
Pertanto prima di uscire di casa guardatevi allo specchio: se l’immagine riflessa ricorda vagamente quella di Monica Bellucci allora uscite pure tranquillamente, se invece corrisponde perfettamente alla seconda, bhe toglietevi la giacca e state a casa a guardare un film se non volete rischiare l’ergastolo.