Quando la crisi ti arricchisce

Avete presente quando dicono che nelle difficoltà si tira fuori il meglio di noi? Io credo sia vero, almeno per quanto mi riguarda.
Non ho certo inventato nulla, ne ho creato qualcosa di utile all’umanità, ma ho scoperto di saper fare più di quanto credessi.
Parliamo di quasi 3 anni fa, quando la crisi per noi raggiunse l’apice e tra mutuo e bollette restava ben poco per pensare allo shopping.
Naturalmente, in quanto donna, posso rinunciare ad andare a mangiare fuori, ad un week-end fuori porta o a sistemare i graffi sulla portiera dall’auto, ma ci sono cose che non si possono proprio lasciar perdere perché sono una vera e propria esigenza.
Avrei voluto comprarmi un borsa, lo ammetto, sarà superficiale ma in quel momento sentivo l’esigenza di appagare me stessa con un qualcosa che amo e che, visto la quantità di ore che passo a lavorare, credevo di meritare.
Il punto è che non potevo farlo, il mio estratto conto diceva “No!”.
Che fare? Deprimermi perché la vita ingiusta mi costringeva a lavorare tanto ed a non poter spendere nulla per me? No, non avrebbe risolto nulla e non è nella mia indole, così ho deciso di farne una con le mie mani, una borsa che sarebbe stata come io volevo e che avrei avuto solo io.
Ho fatto uno schizzo veloce, volevo un qualcosa di semplice ma elegante.
Scelsi il colore: rosso, in onore del mio conto in banca.
Scelsi il materiale: cotone lavorato all’uncinetto.
Pronti…partenza…via!
2 mesi di lavoro; scelsi un filo sottile che lavorai tutto a punto basso…ogni istante libero lavoravo sulla mia opera d’arte, la notte, i week-end, fino al giorno in cui terminai il mio capolavoro.
Non era perfetta, ma era la mia creatura e la amavo con tutta me stessa.
Eccola qui, la mia primogenita.
(Scusate lo sfondo ma ero al lavoro quando ho scattato questa foto)

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Qualcuno la vide è mi offrì 50€…gli riso in faccia al pensiero di cedere 2 mesi di lavoro e più di 50€ di materiale tra cotone, catenella per i manici, cerniere e decorazioni per una cifra del genere.
Rifiutai gentilmente l’offerta ed utilizzai co orgoglio la mia borsa rossa.
A quel punto perché non provare ad abbinarci una spilla per capelli? Così iniziai a creare fiori e farfalle tempestati di Swarovski , di varie dimensioni e colori, che trasformai in spille, collane, anelli!
Nulla di nuovo, il mondo è pieno di ragazze creative, ma quelle erano le mie creazioni e mi sembravano bellissime.
Ecco alcun spille per capelli:

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La collana con tre fiori che vanno portati lateralmente:

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Gli anelli a fiore

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Questa foto è un po’ sfuocata ma è visibile uno degli anelli indossato.

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Ho continuato a produrre borse, fino a quando non ho creato lei , la mia opera magna, la borsa gioiello che da anni mi accompagna ogni giorno.
L’ho chiamata “minimal chic”, perché è piccola, una pochette, può contenere il minimo necessario: telefono, soldi, chiavi e sigarette.
La tengo sempre in borsa pronta all’uso, perfetta se devo andare a fare la spesa o per andare a ballare, perché si avvolge intorno al polso come un gioiello e si può tenere sempre con se.
Signori e signore, la mia minimal chic:

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Ne ho fatte di diversi colori e le utilizzo tutte a rotazione.
Da Natale sto usando questa viola, mentre prima è stato il turno di quella blu. In primavera ed estate prediligo quella rosa e la fucsia, mentre la nera è un passe par tout che è perfetta sempre e comunque.

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In un certo senso la crisi mi ha reso più “ricca”, portando alla luce una parte di me che, in altre circostanze, sarebbe rimasta nascosta.

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Ci siamo…la vigilia di Natale!

Finalmente ci siamo…è la vigilia!
Sono in elaborazione gli ultimi preparativi: impacchetto i regali che non ho ancora consegnato, stresso la mamma ripetendole “domani è Natale!” ad intervalli regolari di 15 secondi, Simone preparerà il brodo per questa sera…
Visto che fino alle 20.30 si lavora, oramai la tradizione vuole che dopo il lavoro i miei genitori e mia sorella vengano a casa nostra, si mangi tutti insieme e si aspetta la mezzanotte per aprire i regali.
Quest’anno il mio minuscolo albero di Natale scompare sotto la marea di regali che ho ricevuto, sono commossa, la catasta di pacchetti con sopra il mio nome mette a dura prova la mia pazienza: vorrei aprirli tutti subito, ma Simone me lo proibisce categoricamente e non mi perde mai d’occhio per assicurarsi che non mi metta a tastare ogni singolo pacchetto per indovinarne il contenuto.

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Purtroppo, nonostante i regali, l’albero, la cena con i miei genitori, il pranzo di domani dai nonni…quest’anno il mio Natale non sarà davvero una festa; mia sorella è a Milano con il suo moroso e non potremo aprire i regali insieme ne lamentarci di aver mangiato troppo mentre stiamo ancora addentando l’ultima fetta di pandoro.
La tentazione di prendere a calci il suo moroso per avermela portata via era davvero grande, ma visto che a Natale devo essere più buona…lo farò dopo il 27 dicembre quando tornano.
Per chi pensa che Natale sia solo una festa commerciale, provi a pensare cosa sarebbe questo giorno con tanti regali ma senza le persone che si amano con cui condividerli.
Per me il Natale rappresenta la festa della famiglia, un momento da passare insieme, un giorno per stare a casa con le persone che sono davvero importanti, un’occasione per dire grazie di avere qualcuno di speciale con cui passare questo giorno di festa.
Molti non sentono più lo spirito del Natale, come se la crisi avesse spento nell’animo delle persone la voglia di festeggiare.
È vero, la maggior parte di noi non ha sufficienti risorse economiche per fare regali che lascino a bocca aperta chi li riceve, e con questo?
Non serve regalare un iPhone od un televisore al plasma a 32″, non è questo il significato del Natale.
Pensate a quando eravate bambini, babbo Natale portava un regalo, due se si era fortunati; dentro a quel pacchetto con il nastro colorato poteva esserci dentro qualunque cosa che ne saremmo comunque stati felici. Passare un giorno con tutta la famiglia a giocare a tombola, ad ascoltare i deliri del nonno dopo il secondo bicchiere di vino, ad aprire la porta ogni 10 minuti quando qualcuno suonava il campanello solo per passare a fare gli auguri…questo è il Natale che ho amato da bambina e che, ancora oggi, porto dentro.
A tutti un buon Natale e l’augurio di riscoprire la gioia di passare questo giorno di festa con la famiglia e gli amici…ed a mia sorella voglio dire “ti voglio bene Luis, senza di te non è Natale!”

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Un giorno speciale

Oggi è un giorno molto speciale per me, più importante di qualunque altra festività o ricorrenza.
Oggi, 1′ dicembre, io e Simone festeggiamo 7 anni insieme.
Lo so, il 7′ anno è il famigerato ‘anno della crisi’, ma io ho tranquillizzato Simone dicendogli “Non ti libererai mai di me”, il che potrebbe suonare come una minaccia, ma per me è semplicemente un dato di fatto.
Qualche tempo fa via avevo detto che mi era stato chiesto cosa volessi come regalo di anniversario; ero indecisa tra la valigetta di Esteè Lauder o la bellissima linea Princess di Pupa.
Alla fine mi sono decisa e la vincitrice è stata Pupa…non ho resistito a tutto quel rosa ❤
Ecco il mio regalo di anniversario:

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Tutto questo rosa e oro è quasi commovente! Per non parlare di questa trousse Bunny…un coniglietto rosa che ti vien voglia di accarezzare più che di utilizzarlo per il make up.
Gli smalti sono di Kiko; la linea Princess proponeva un meraviglioso smalto ‘effetto velluto’, tanto bello quanto incompatibile con una che ha sempre le mani in acqua.
Ora mi perdonerete la volgarità, ma credo di non potervi non descrivere la seguente scena:
Lara “Amore…la linea Princess…grazieeee”
Simone “Per la mia principessa.”
Lara “cazzo, questa linea è una figata!”
Simone “Si nota soprattutto dal linguaggio ricercato che sei una Princess.”
Come dargli torto!
Vi parlerò nei prossimi giorni di questi prodotti bellissimi.
Direi che questo dicembre inizia con un nuovo look ed una nuova collezione di makeup da provare, quindi in onore di questa Pupa Princess e di questo exploit di rosa…il colore di dicembre non puó che essere il rosa (che è anche il mio colore preferito), in tute le sue varianti, dal rosa pallido al fucsia.
Ed ora vi lascio con una foto di un po’ di tempo fa, io avevo i capelli castani con la frangetta in quel periodo.

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Purtroppo è una delle poche foto che ho in cui Simone non fa boccacce o facce assurde, quindi ho optato per questa foto di 3 anni fa piuttosto che una più recente dove il mio moroso si diverte a fare lo scemo.
Poco male, l’unica cosa cambiata in questi 3 anni sono i miei capelli!
Vi lascio anche la poesia che scrissi a Simone al nostro primo anniversario, dove parlo di come l’amore puó arrivare e travolgerti come mai avresti immaginato; oggi dopo 7 anni la sento ancora poi vera che mai.

-Simone-
Lo senti a volte avvicinarsi piano,
come il vento che passa e ti accarezza la mano.
Altre volte arriva e ti sorprende improvviso,
ti travolge e s’allontana, dura il tempo d’un sorriso.
Può aspettarti di nascosto dietro un volto mai pensato, può trovarti in ogni posto quando tu non l’hai cercato.
Due parole sembran tante quando quando a dirle è il tuo sorriso, ogni lacrima si infrange mentre cade sul tuo viso.