Chimica al femminile: Tiffany e ossidoriduzione

Per tutte le amanti del mondo Tiffany, arriva sempre, prima o poi, il momento di fare i conti con una crudele realtà: un bel giorno la nostra amata collana od il nostro inseparabile bracciale, diventerà inevitabilmente nero.

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Non parlo di un leggero annerimento, diventerà veramente nero, nulla a che vedere con la luccicante piccola meraviglia che avete indossato con orgoglio fino a qualche giorno prima.
Ed ora, come dobbiamo comportarci?
Ho fatto ricerche in lungo e in largo in giro per il web, tra post di ogni genere, cercando una soluzione al problema, difficile capire quale tra le opzioni proposte sia la migliore.
Molte per paura di far danni, si rivolgono direttamente a Tiffany o ad una gioielleria per la pulizia, arrivando a spendere 20€ per una semplice pulizia dell’argento.
Altre utilizzano prodotti specifici per la pulizia dell’argento, come il classico Argentil, ma a mio avviso non è la soluzione migliore dal momento che quello di Tiffany è un argento non trattato; sicuramente eviterei di utilizzare prodotti chimici.
Ho letto di ragazze che utilizzano il classico detersivo per i piatti, sotto consiglio delle commesse di Tiffany; ottimo, ma il detersivo per piatti ha un’azione sgrassante, quindi potrà restituire una certa lucentezza ad un gioiello, ma non toglierà mai la patina nera.
E allora?
Allora io per la pulizia della mia collana Toogle con cuore liscio, mi sono rivolta al mio piccolo chimico di fiducia, nonché mio fidanzato e futuro Santo, Simone, che ha riportato la mia collana al suo splendore originario con una semplice reazione di OSSIDORIDUZIONE.
Non fatevi spaventare dalla parola, è più semplice di quel che pensate, veloce e potete farlo a casa in qualunque momento.
Ecco un particolare della mia collana prima e dopo questo processo.

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Ed ora, ecco a voi la lezione di chimica di Simone, spiegata passo a passo.
Cosa vi occorre:
-un contenitore di plastica
– un foglio di carta di alluminio (quello che si utilizza in cucina per intenderci)
– bicarbonato di sodio
– acqua tiepida
Come procedere:
Per prima cosa ricoprite il contenitore con la carta di alluminio.

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Ora versate il bicarbonato di sodio sul fondo, ad occhio direi 4 cucchiai belli pieni

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e aggiungete l’acqua tiepida, giusto due dita, poi immergete la vostra collana (bracciale, orecchini…) e state a guardare.

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Cosa succede:
Questa reazione avviene tra l’alluminio e la patina nera in una soluzione salina.
Semplificando, lo sporco viene trasferito dall’argento (che rimane inalterato non essendo soggetto alla reazione) all’alluminio.
Potremmo utilizzare anche del sale dal cucina al posto del bicarbonato, ma è preferibile l’utilizzo di quest’ultimo avendo un’azione sbiancante maggiore e una minore abrasività.
Quanto tempo occorre:
Circa 20 minuti, durante i quali potrete osservare la reazione in corso.
Dopo pochi minuti infatti vedrete formarsi delle micro bollicine attorno alla collana, mentre pian piano l’acqua si farà più torbida e rilascerà un lievissimo odore di zolfo (non facile da sentire, ma nulla sfugge alle mie super narici).

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Se al termine dei venti minuti notate ancora una leggera patina, vi basterà prelevare un po’ del bicarbonato rimasto sul fondo del contenitore e strofinarono delicatamente sulle parti non del tutto pulite.
Ora non rimane che sciacquare la collana ed asciugarla con un panno od un foglio di carta scottex…et voilà, la vostra collana è perfettamente pulita e lucida, come quando l’avete portata a casa per la prima volta dentro a quella scatolina verde con il nastro bianco, che fa letteralmente impazzire noi donne.

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Un grazie al mio amore per questa piccola lezione di chimica che spero tornerà utile non solo a me.
E per finire, non posso parlare di Tiffany senza regalare a tutte voi questa immagine, la mia preferita, l’eleganza in carne ed ossa (poca carne a dire il vero, ma le ossa si vedono bene), Audrey Hepburn, nella più celebre delle sue scene.

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Lavaggio culturale

Ci fu un tempo in cui l’Italia veniva considerata la culla della cultura.
La storia italiana ha visto susseguirsi alcuni trai più grandi artisti in ogni campo, menti geniali in grado di creare capolavori sopravvissuti al tempo e diffusi in tutto il mondo.
Cos’è successo all’Italia?
Dopo un’approfondita ricerca che sembrava non portare a nulla, ecco apparire il Manzoni che con una sola frase riesce a svelare l’arcano.
“Sciacquare i panni in Arno”.
Ecco, ho trovato l’elemento comune ad ogni individuo, ciò che è riuscito ad eliminare ogni traccia di cultura dall’Italia e forse dal mondo.

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Abbiamo subito tutti un lavaggio culturale ad alte temperature ad opera di quello che appare come un oggetto indispensabile nelle nostre case, un innocuo elettrodomestico creato per facilitare la vita dell’essere umano.
La colpa è sua, la lavatrice ha portato l’essere umano ad avere un bucato bianco, che più bianco non si può, ma con le macchie sono state eliminate anche ogni traccia di cultura e di sapere.
“Eppure esistono ancora grandi menti nel mondo!” starete pensando.
Vero, ma sono quasi certa che queste grandi menti non abbiamo mai fatto uso dell’elettrodomestico in questione, c’è qualcuno che si occupa del bucato per conto loro.
Poi esistono i capi delicati, quelli che riportano chiaramente su l’etichetta l’obbligo di essere lavati a mano, che hanno salvato alcuni dalla piaga dell’ignoranza estrema.
Quindi da oggi basta lavatrice, tutti in fila per sciacquare i panni in Arno!
Con ogni probabilità, tutte quelle h scomparse da tempo sono proprio lì, sul fondo del fiume che aspettano solo di essere ripescate e reinserite nel vocabolario degli italiani.