ContortaMente Donne

Le donne hanno davvero una mente contorta, io per prima, non sfuggo assolutamente alla categoria.
Da quando abbiamo scoperto i vari siti o le comunità online dove è possibile vendere o barattare le proprie cose, abbiamo preso la palla al balzo.
Così ecco che mettiamo il classico annuncio “ragazze aiutatemi a svuotare l’armadio, tra poco esplode!” e creiamo una bella vetrinetta con tutti quei vestiti che non mettiamo, la maggior parte con l’etichetta ancora attaccata, perché quando l’abbiamo comprato non potevamo assolutamente farne a meno! Scarpe, borse, accessori di ogni tipo. Arriviamo ad avere 1200 oggetti in vendita e mettiamo descrizioni del tipo “adoro questa giacca, è davvero meravigliosa!” tanto che chi legge la prima cosa che pensa è “così meravigliosa che speri di liberartene!”.
Poi finalmente, un giorno riusciamo a vendere una canottiera, 20×20 cm di stoffa sapientemente confezionata per coprire giusto il seno, l’abbiamo pagata 75€ (si perché siamo affariste) e la rivendiamo per 10€.
Oh, ora si che l’armadio è vuoto!
Siamo troppo brave, tanto che nello spazio precedentemente occupato da una canottiera di 3 mm di spessore, riusciamo subito a farci stare 3 paia di jeans e 2 maglie, che siamo uscite a comprare aggiungendo 105€ ai 10€ guadagnati dalla vendita!
Non capisco perché il ministro dell’economia non sia una donna!

Pace fatta con Collistar

Credo sia quanto meno doveroso da parte mia raccontarvi quello che considero un lieto fine di una vicenda che ho ampiamente discusso sul mio Blog.
Come ormai saprete qualche mese fa ho avuto una brutta esperienza in seguito all’utilizzo della CCcream di collistar, cosa che mi ha portato a tagliare i capelli di circa mezzo metro, con mia estrema disperazione.
L’utilizzo di questa maschera è facile ed il risultato veramente bello se utilizzata tono su tono, ma in caso di capelli chiari o bianchi è probabile che vi ritroviate con un effetto manga, come nel mio caso con meches violacee.
Ciò che mi lasciava perplessa era l’assenza di indicazioni riguardo a questa possibilità, insomma un pasticcio può capitare ma un individuo deve essere consapevole dell’eventualità che possa succedere un disastro e scegliere di procedere o meno.
Scrissi al supporto clienti Collistar e ricevetti un’esauriente risposta tecnica sul funzionamento di questa maschera miracolosa ma in pratica si sottolineava che il prodotto funziona perché prima di essere messo in commercio era stato testato e se qualcosa era andato storto sarebbe stato sufficiente qualche lavaggio per cancellare tutto.
Purtroppo non fu così e la mia delusione verso un’azienda che avevo sempre ritenuta ottima fu enorme.
Da anni utilizzavo diversi prodotti di Collistar, soprattutto i trattamenti corpo che ritengo tra i migliori in commercio, ma dal mio punto di vista la cura verso i clienti è importante tanto quanto la qualità dei prodotti.
Con mia enorme sorpresa la scorsa settimana ho ricevuto una email da Collistar, dove mi veniva richiesto un recapito telefonico per poter essere contatta e parlare direttamente con una responsabile.
Qualche giorno più tardi ricevo la telefonata da Anna Lisa Marcioni, signora dotata di una gentilezza disarmante e di grande simpatia, che si occupa di pubbliche relazioni per conto di Collistar.
La prima cosa che mi sento dire è “le chiediamo scusa per quanto accaduto.”, una frase che può rimarginare molte ferite, perché spesso le persone si preoccupano di trovare una giustificazione agli errori senza pensare che chi si sente in qualche modo ferito o danneggiato, non vuole una giustificazione, ciò di cui ha bisogno è di sentire che il “responsabile” è dispiaciuto tanto quanto lui.
Dopo le scuse ed uno scambio di opinioni sul prodotto accusato del disastro, siamo passate a chiacchiere meno formali ed infine la signora Marcioni mi comunica che Collistar vorrebbe in qualche modo rimediare all’accaduto e mi offrono un paio di trattamenti presso il salone Aldo Coppola della mia città.
“Una coccola per i miei capelli”, così ha definito questo dono; sono consapevole che questo non mi restituirà la mia lunga chioma, aspetterò con pazienza che ricrescano, ma di sicuro è stato un bel gesto da parte di Collistar che apprezzo molto.
Per ciò che mi concerne, credo di poter dire che io e Collistar abbiamo finalmente fatto pace, tolto il blocco verso l’acquisto di prodotti di questa azienda, potrò reinserirla nel posto che si era guadagnata nel corso degli anni prima di questo spiacevole inconveniente.

Non sono stata io!!

Ore 11.30: la sottoscritta è tutta intenta a fare la spesa, quando incautamente svolta nella corsia dei dolciumi vari ed eventuali.
“Lara, fai la brava e vai dritto senza fermarti..puoi farcela!” penso tra me e me.
Arrivo circa a metà corsia senza cedere alla tentazione di allungare la mano verso una di quelle confezioni di biscotti ripiene alla crema di nocciola, ricoperti al cioccolato o farciti con deliziosa crema al limone.
A questo punto mi sento già vincitrice, ho passato la parte peggiore, siamo quasi alla parte dedicata alle merendine, ovvero la meno pericolosa per me (al contrario di biscotti o dolcetti vari).
Mai abbassare le difese: ecco, questo è il momento più delicato, quando pensi che oramai sia fatta…proprio in quel momento, quando il tuo sguardo si posa sui dolcetti al cocco…noooooo i dolcetti al cocco no, non posso farcela…sto per cedere.
Resto immobile aspettando che la mia coscienza si faccia viva impedendomi di compiere questo errore…nessun segnale dalle alte sfere.
Arrivo alla parte dei compromessi con me stessa:
“Ok Lara, facciamo così: nella confezione ci sono 15 dolcetti, puoi mangiarne 2 al giorno per una settimana, tanto per toglierti la voglia di dolce, la domenica te ne spettano 3 come premio per essere stata brava, così arriviamo a 15 esatti!”
Sottoscrivo una sorta di contratto verbale con me stessa, accettando tutte le condizioni…allungo la mano ed agguanto la mia confezione di squisita bontà al cocco, mettendola nel carrello soddisfatta e via…verso la cassa.
Ore 11.54:
Metto via tutta la spesa con cura, ogni cosa al suo posto…resta solo da sistemare la confezione di dolcetti al cocco. La prendo ed inizio a studiare la soluzione ottimale, ovvero un posto dove custodirli al sicuro da me stessa, fuori dal mio campo visivo sperando che il mio cervello si dimentichi che esistano, ma dove siano pronti all’uso per la mia dose quotidiana di 2 dolcetti.
Non è saggio gironzolare per la cucina con una confezione di dolcetti in mano, perché il primo pensiero che prenderà forma nella mente sarà “Bhe, oggi mi spettano 2 dolcetti, già che ci sono potrei mangiare la mia dose giornaliera”…così senza pensarci troppo su mi ritrovo la confezione aperta tra le mani ed il primo dolcetto tra i denti…poi il secondo…soprappensiero il mio cervello segue una sola regola “non c’è due senza tre….e il quarto vien da se!”
Quando riprendo coscienza delle mie azioni mi ritrovo tra le mani una confezione contenente 7 dolcetti “E gli altri 8 dove caspita sono finiti?? Li avrò mica mangiati io???”
Inizio a cercare una spiegazione logica alla sparizione dei dolcetti, naturalmente si parla di una spiegazione che escluda me stessa dalla lista dei sospettati.
Passo dal rapimento alieno alla possibilità che la confezione fosse fallata e mancasse già parte del contenuto al momento dell’acquisto, finendo a pensare che possa essere colpa del gatto che ha approfittato della mia distrazione per fregarmi i dolcetti.
Opto per il rapimento alieno, che risulta essere la spiegazione più ovvia, nonché la teoria più interessante: un’astronave aliena, quasi certamente rettiliana, mi ha catapultato a bordo, utilizzando un raggio teletrasportatore, dove sono stati eseguiti test ed esperimenti di vario genere da una équipe di scienziati alieni che subito dopo hanno cancellato la mia memoria, ma prima di riportarmi nel luogo d’origine, ovvero la cucina, hanno mangiato un po’ dei mie dolcetti.
È noto che in rettiliani sono golosi, in particolare di dolcetti al cocco…il che tra le altre cose mi fa supporre che io abbia una qualche parentela con loro.
Ore 12.15:
Mi complimento con me stessa per aver risolto così brillantemente il caso, quando mi accorgo che la confezione di dolcetti che ho ancora saldamente stretta tra le mani, è vuota, non ne resta neppure una traccia all’interno.
“Ah, questi rettiliani, probabilmente avevano dimenticato di eseguire un test e sono tornati a prendermi…e guarda che roba, hanno pure finito i miei dolcetti!”

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Quando la crisi ti arricchisce

Avete presente quando dicono che nelle difficoltà si tira fuori il meglio di noi? Io credo sia vero, almeno per quanto mi riguarda.
Non ho certo inventato nulla, ne ho creato qualcosa di utile all’umanità, ma ho scoperto di saper fare più di quanto credessi.
Parliamo di quasi 3 anni fa, quando la crisi per noi raggiunse l’apice e tra mutuo e bollette restava ben poco per pensare allo shopping.
Naturalmente, in quanto donna, posso rinunciare ad andare a mangiare fuori, ad un week-end fuori porta o a sistemare i graffi sulla portiera dall’auto, ma ci sono cose che non si possono proprio lasciar perdere perché sono una vera e propria esigenza.
Avrei voluto comprarmi un borsa, lo ammetto, sarà superficiale ma in quel momento sentivo l’esigenza di appagare me stessa con un qualcosa che amo e che, visto la quantità di ore che passo a lavorare, credevo di meritare.
Il punto è che non potevo farlo, il mio estratto conto diceva “No!”.
Che fare? Deprimermi perché la vita ingiusta mi costringeva a lavorare tanto ed a non poter spendere nulla per me? No, non avrebbe risolto nulla e non è nella mia indole, così ho deciso di farne una con le mie mani, una borsa che sarebbe stata come io volevo e che avrei avuto solo io.
Ho fatto uno schizzo veloce, volevo un qualcosa di semplice ma elegante.
Scelsi il colore: rosso, in onore del mio conto in banca.
Scelsi il materiale: cotone lavorato all’uncinetto.
Pronti…partenza…via!
2 mesi di lavoro; scelsi un filo sottile che lavorai tutto a punto basso…ogni istante libero lavoravo sulla mia opera d’arte, la notte, i week-end, fino al giorno in cui terminai il mio capolavoro.
Non era perfetta, ma era la mia creatura e la amavo con tutta me stessa.
Eccola qui, la mia primogenita.
(Scusate lo sfondo ma ero al lavoro quando ho scattato questa foto)

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Qualcuno la vide è mi offrì 50€…gli riso in faccia al pensiero di cedere 2 mesi di lavoro e più di 50€ di materiale tra cotone, catenella per i manici, cerniere e decorazioni per una cifra del genere.
Rifiutai gentilmente l’offerta ed utilizzai co orgoglio la mia borsa rossa.
A quel punto perché non provare ad abbinarci una spilla per capelli? Così iniziai a creare fiori e farfalle tempestati di Swarovski , di varie dimensioni e colori, che trasformai in spille, collane, anelli!
Nulla di nuovo, il mondo è pieno di ragazze creative, ma quelle erano le mie creazioni e mi sembravano bellissime.
Ecco alcun spille per capelli:

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La collana con tre fiori che vanno portati lateralmente:

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Gli anelli a fiore

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Questa foto è un po’ sfuocata ma è visibile uno degli anelli indossato.

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Ho continuato a produrre borse, fino a quando non ho creato lei , la mia opera magna, la borsa gioiello che da anni mi accompagna ogni giorno.
L’ho chiamata “minimal chic”, perché è piccola, una pochette, può contenere il minimo necessario: telefono, soldi, chiavi e sigarette.
La tengo sempre in borsa pronta all’uso, perfetta se devo andare a fare la spesa o per andare a ballare, perché si avvolge intorno al polso come un gioiello e si può tenere sempre con se.
Signori e signore, la mia minimal chic:

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Ne ho fatte di diversi colori e le utilizzo tutte a rotazione.
Da Natale sto usando questa viola, mentre prima è stato il turno di quella blu. In primavera ed estate prediligo quella rosa e la fucsia, mentre la nera è un passe par tout che è perfetta sempre e comunque.

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In un certo senso la crisi mi ha reso più “ricca”, portando alla luce una parte di me che, in altre circostanze, sarebbe rimasta nascosta.

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I’m a zombie

Terza notte insonne.
Non c’è nulla da fare, mi giro e mi rigiro nel letto, stanca ma senza riuscire a dormire fin verso le 02.30/3.00….peccato che poi alle 5 la sveglia non mi dia scampo.
Ho provato la camomilla: niente da fare.
Ho contato le pecore, ma arrivata a 784 ormai dormivano le pecore ma io no.
Stanotte mi sono evoluta e le pecore le ho contate al quadrato, pensando che nel peggiore dei casi mi sarei fritta il cervello e sarei collassata.
1 pecora, 4 pecore, 9 pecore, 16 pecore, 25 pecore….81 pecore, 100 pecore, 121 pecore, 144 pecore…225 pecore, 256 pecore, 289….400 pecore, 441 pecore, 484 pecore….1089 pecore, 1156 pecore, 1225 cazzo di pecore $#%*^¥<~+=!$~|\]{#%*+
Basta, ho l'ovile pieno, ma non dormo, però potrei tosare le le pecore e farmi un maglioncino di lana.

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prossimo step: sbattere la testa fortissimo contro il muro, che potrebbe essere una soluzione un po' drastica visto che rischierei di dormire per sempre…
Insomma, non so più cosa provare, oltretutto al mattino devo essere così brava da mascherare la mia faccia da zombie per trasformarla in quella di un essere umano più o meno normale.

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Lavaggio culturale

Ci fu un tempo in cui l’Italia veniva considerata la culla della cultura.
La storia italiana ha visto susseguirsi alcuni trai più grandi artisti in ogni campo, menti geniali in grado di creare capolavori sopravvissuti al tempo e diffusi in tutto il mondo.
Cos’è successo all’Italia?
Dopo un’approfondita ricerca che sembrava non portare a nulla, ecco apparire il Manzoni che con una sola frase riesce a svelare l’arcano.
“Sciacquare i panni in Arno”.
Ecco, ho trovato l’elemento comune ad ogni individuo, ciò che è riuscito ad eliminare ogni traccia di cultura dall’Italia e forse dal mondo.

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Abbiamo subito tutti un lavaggio culturale ad alte temperature ad opera di quello che appare come un oggetto indispensabile nelle nostre case, un innocuo elettrodomestico creato per facilitare la vita dell’essere umano.
La colpa è sua, la lavatrice ha portato l’essere umano ad avere un bucato bianco, che più bianco non si può, ma con le macchie sono state eliminate anche ogni traccia di cultura e di sapere.
“Eppure esistono ancora grandi menti nel mondo!” starete pensando.
Vero, ma sono quasi certa che queste grandi menti non abbiamo mai fatto uso dell’elettrodomestico in questione, c’è qualcuno che si occupa del bucato per conto loro.
Poi esistono i capi delicati, quelli che riportano chiaramente su l’etichetta l’obbligo di essere lavati a mano, che hanno salvato alcuni dalla piaga dell’ignoranza estrema.
Quindi da oggi basta lavatrice, tutti in fila per sciacquare i panni in Arno!
Con ogni probabilità, tutte quelle h scomparse da tempo sono proprio lì, sul fondo del fiume che aspettano solo di essere ripescate e reinserite nel vocabolario degli italiani.

Voglia di primavera.

Svegliarsi alle 5, guardare che tempo fa fuori, sbraitare perché gennaio sembra non finire mai e decidere che per voi oggi è primavera.
Davvero, sembra una vita che siamo a gennaio ma il calendario si ostina a dire che oggi è solo il 20.
Eppure io mi sento priva di energia, fuori gli uccellini cinguettano, qualunque superficie provvista di erba è piena di margherite…tutti gli indizi puntano a primavera.
Bene, allora che primavera sia!
Fase 1: Narciso Rodriguez. Ho sempre associato questa fragranza alla primavera, basta una spruzzata per essere come in un prato completamente fiorito.

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Amo molto questa fragranza, tanto che possiedo sia la versione eau de toilette che eau de parfum, il profumo da borsetta, la crema corpo ed il profumo per capelli.
Questa mattina ho optato per l’eau de parfum, più dolce ed intenso rispetto all’eau de toilette; inizialmente vengono sprigionate le sue note calde, ambra e legno sembrano avere la meglio, le sfumature muschiate sono subito riconoscibili, ma basterà aspettare qualche istante perché venga sprigionata la sua anima floreale.
Insomma, se siete stanchi dell’inverno e volete che sia primavera subito, questo è il profumo che fa per voi.
Fase 2: ultimamente mi sono fossilizzata sull’ombretto grigio, lo utilizzo praticamente ogni giorno.
Oggi no, Narciso Rodriguez risveglia la voglia di colore!
Solitamente a questo profumo associo il rosa, è il mio colore preferito nonché l’incarnazione pura della primavera; non so perché ma oggi avevo voglia di azzurro, un colore che non utilizzo mai, motivo per cui non riuscivo a trovare un ombretto di questa tonalità tra la montagna di palette che possiedo.
Dopo aver scoperto di avere una quantità spropositata di ombretti rosa, grigi e marroni, mi sono ricordata che all’interno della pupa bunny rosa era presente una minuscola quantità di ombretto azzurro, seppur il risultato ricorda più un grigio chiaro che un azzurro.

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Promemoria per Lara: basta comprare ombretti rosa.
Per quanto riguarda le labbra più che una scelta la mia è stata una necessità.
Da qualche giorno sono raffreddatissisma, passo il tempo a soffiarmi il naso ed a lavarmi le mani.
Il risultato sono naso e labbra screpolati e mani arrossate.
Per le mani utilizzo una crema meravigliosa della Kaloderma al burro di karitè, mentre le mie labbra sono state salvate dal balsamo Eclat Minute di Clarins.

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Vi avevo già parlato di questo prodotto, faceva parte del set “programma labbra scintillanti” di Clarins e mi aveva lasciato veramente soddisfatta, così l’ho acquistato in taglia grande, decisione che negli ultimi giorni si è rivelata veramente saggia.
Questo balsamo è quasi indispensabile nei casi estremi, perché nutre davvero in profondità ma lascia le labbra lucide e belle come un gloss.
Il pensiero di non utilizzare il mio Dior Glow e di doverlo sostituire con un burrocacao non mi alettava per niente, ma grazie ad Eclat Minute questi giorni si sono rivelati meno traumatici del previsto.
La mini taglia presente nel set era il n. 01, un rosa chiarissimo praticamente trasparente, mentre quello che ho acquistato è il n. 05 candy shimmer, un rosa leggermente più intenso, ma sempre profumatissimo e cremoso.

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Ho notato che quasi tutti o rossetti od i gloss che preferisco contengono la parola candy nel nome.
Fase 3: finalmente sono riuscita a legare i capelli! Insomma la mia coda è davvero minuscola, ma considerato che fino a 2 settimane fa mi era impossibile riuscirci, ne sono entusiasta. Sto facendo il tifo per i miei capelli perché crescano il più velocemente possibile, mi manca tanto la mia lunga chioma 😦
Per aiutarli in questa impresa sto utilizzando un integratore miracoloso che ho già usato in passato: bio mineral one.
Basta un compressa al giorno per rafforzare i capelli e farli crescere velocemente e sani, provare per credere.
Bio mineral si può acquistare tranquillamente nelle farmacie e nelle parafarmacie, una confezione contiene 30 compresse e costa circa 19€.
Fase 4: è proprio ora, devo muovermi e andare al lavoro…pronti via! Inizia la settimana e per me oggi è il primo giorno di primavera!

La parola chiave di Leo

Il suo primo singolo, “La parola chiave”, è uscito da pochi giorni ma per me Leo è già al primo posto.
Potrei essere di parte, ma io scommetto tutto su Leonardo!
Perché lui è un sognatore concreto, un ragazzo semplice che si dà da fare perché i suoi sogni diventino realtà.
Credo che la vita gli sorriderà, perché lui per primo sorride, sempre; l’ho visto affrontare momenti difficili, di quelli che portano la maggior parte di noi a lamentarci di tutto, lui no, sorride sempre come se nulla possa abbatterlo.
Le persone come lui, che lottano per raggiungere un obiettivo e che prendono le loro esperienze e ne fanno una canzone, sono quelle che meritano di farcela.
Vi lascio con il link del video su youtube del suo primo singolo e, chi volesse, può cercare su Facebook la sua pagina “Leonardo Tredicini”.
In bocca al lupo Leo!

BBcream Pupa: tutta un’altra pelle

Avete presente quella categoria di donne che hanno esultato quando hanno scoperto la BBcream? Ecco io sono una di quelle.
Il fondotinta lo utilizzavo quando ero una teenager brufolosa, la cui vita sociale dipendeva esclusivamente da due prodotti: topexan e fondotinta.
Naturalmente se il primo prodotto avesse mai funzionato veramente, avrei potuto fare a meno del secondo, anche se ho sempre sospettato che l’utilizzo del secondo favorisse la formazione di brufoli sulla mia faccia…insomma era una sorta di circolo vizioso.
Con il senno di poi, mi rendo conto che di brufoli non è che ne avessi così tanti, giusto qualche puntini qua e la, ma a 13 anni sono una tragedia, soprattutto se la tua amichetta del cuore ha la pelle di porcellana.
Crescendo ho eliminato il fondotinta dal mio beauty case, limitandomi ad utilizzare una buona crema idratante ed un velo di cipria trasparente.
La BBcream mi incuriosiva parecchio, ma ammetto che ero piuttosto scettica; rimembravo la mirabolante crema colorata di nivea, che provai sempre nel mio periodo a pois, ma ne rimasi talmente delusa da buttare via l’intero flacone dopo sole due applicazioni.
Non solo non copriva nulla, ma il risultato era un terribile colore aranciato! Non so se con il tempo questa crema sia stata migliorata, ma negli anni ’90, a mio avviso, era terribile.
Ma torniamo alla nostra BB cream; nonostante lo scetticismo non potevo non provarla, ma memore delle brutte esperienze passate, ho optato per una versione economica.
La scelta è caduta su l’Oreal: il prezzo contenuto (circa 12€), la versione per pelli chiare che sembrava sposarsi perfettamente con il mio incarnato, l’azienda che, pur essendo di fascia bassa, vanta oltre un secolo di esperienza…perfetto, trovata e acquistata.

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Devo dire che mi sono trovata piuttosto bene: una copertura leggera, la pelle illuminata il giusto, leggermente colorata, abbastanza uniforme, per 12€ mi sembrava anche troppo.
Per quanto riguarda il fattore idratazione non saprei dare un’opinione, non utilizzo mai nulla senza la mia crema idratante sotto, quindi non ho mai utilizzato la BBcream di l’Oreal in modo tale da poterne testare la reale capacità di idratazione.
Ho utilizzato questo prodotto per un paio di anni, fino alla scoperta di questa BBCream di Pupa.

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Il prezzo è davvero ottimo, 15€ circa per 50ml di prodotto, contro i 12€ per 30ml di prodotto di l’Oreal, quindi in proporzione conviene Pupa.
La versione per pelli chiare (n.001 nude) è perfetta, uniforma ed esalta il colore naturale della pelle, ha una buona copertura ma un effetto naturale.
Si stende bene con le mani, come una semplice crema idratante, dona un effetto mat ma luminoso allo stesso tempo.

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Rispetto alla BBcream di L’Oreal questa di Pupa ha un effetto più nude.
Quella di L’Oreal anche se chiara donava un colorito più intenso, quindi era necessario sfumarla verso il collo per evitare un effetto “stacco”, mentre questa di Pupa non da nessun problema da questo punto di vista.
Naturalmente in caso di occhiaie accentuate o particolari macchie della pelle sarà necessario utilizzare prima un correttore; io utilizzo il Full Coverage Concealer n. 02
di Kiko con cui mi trovo benissimo, copre senza appesantire ed è perfetto anche come primer.

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In conclusione, consiglio a tutte di provare questa BBcream, un prodotto Made in Italy con un rapporto qualità prezzo davvero unico!

Oh my Glow!

Sicuramente molte lo conosceranno già, ma io non sono tra le fortunate che sono riuscite ad accaparrarsi questo gioiellino la prima volta che Dior l’ha lanciato sul mercato nella collezione Spring 2013.
In realtà il Lip Glow esigeva già da qualche anno nella versione balm, mentre con la Chèrie Bow Collection aveva fatto il suo ingresso in società la versione gloss, in coordinato con il nail glow che ho avuto il piacere di usare.
Come spesso capita con i prodotti legati alle varie collezioni stagionali, si rischia di rimanere a bocca asciutta; nonostante la crisi economica i prodotti make up di fascia alta, come appunto quelli di Dior, sono i primi ad esaurirsi.
Qualche giorno fa la rivelazione: il gloss lip glow è tornato ad arricchire l’espositore di Dior e di certo non mi sarei mai e poi mai lasciata scappare questa seconda occasione.
Eccolo qui, il gloss che ogni essere umano di sesso femminile dovrebbe possedere.

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Dopo 10 giorni di utilizzo intensivo, mi sento di affermare che questo gloss vale tutti i 29€ che è costato.
4 buoni motivi per non lasciarselo scappare:
-1- non appiccica. Questa a mio avviso è una prerogativa tanto essenziale quanto rara in un gloss.
Le labbra restano morbide e scivolose fino all’ultimo.
-2- dura a lungo. La particolarità dei gloss, o dei rossetti, di questo tipo è che non hanno un vero e proprio colore, ma “tirano fuori” il colore delle labbra che varia da persona a persona. Nel mio caso è un rosa scuro, per qualcuna potrebbe essere fucsia o rosso…insomma è un prodotto su misura. Il colore che ne risulta permane sulle labbra anche quando l’effetto lucido se ne va.

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-3- le labbra risultano morbide e piene. Sebbene non abbia trovato nessun riferimento ad un eventuale effetto volume, le labbra risultano più piene e “golose”.
-4- è l’ideale con qualunque make up.
L’ho provato con ombretti scuri, chiari, colorati, glitterati, satinati…l’effetto è sempre perfetto.

Se il Chubby Stick di Clinique è, a mio avviso, il balsamo labbra per eccellenza, questo Dior Glow si aggiudica il primo posto tra i gloss.
Il voto? Un 10 con lode!
Attendo speranzosa che Dior decida di riproporre anche il Nail Glow.

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