L’opera di un poeta scartato

Vi ho già parlato del mio amore per la letteratura, amo scrivere da sempre, per l’esattezza da quando ho scoperto l’esistenza dell’alfabeto e la possibilità di utilizzare le singole lettere per formare parole, con le prole potevo costruire frasi e con queste ultime, bhe, potevo creare qualunque cosa.
Ho scritto la mia prima poesia a 6 anni e da allora non ho mai smesso; poesie, racconti…decine di romanzi iniziati che aspettano solo di essere ripresi tra le mani e vedere concludersi la loro storia.
Per la prima volta quest’anno ho deciso di partecipare ad un concorso di poesia, nulla di che, qualche mese fa semplicemente mi capitò il bando di concorso tra le mani, così ho scelto una delle poesie per me più significative e l’ho inviata senza pensarci troppo su.
Oggi, dopo aver realizzato che siamo giunti ad agosto, mi è tornato alla mente quel concorso e ho voluto cercare i risultati online, che oramai dovevano essere disponibili.
Ok, trovati…lista dei vincitori…pubblicati i nomi dei primi 50 classificati….naturalmente il mio nome non compare.
Poco male, mi consolerò condividendo con voi la mia poesia “Fratelli”, lascio a voi l’interpretazione.

FRATELLI
Dalla collina vedo il paese,
con le sue case e le due chiese;
la prima che ospita solo i cristiani,
l’altra che a tutti stringe le mani.
Dal pulpito il prete grida a gran voce
“chi parla ai pagani sarà messo in croce!”
e con l’acqua santa purifica l’uomo,
da tutti i peccati e concede il perdono.
Nella cappella in fondo alla via
ci sono tre donne che pregan Maria,
un uomo che avvolto in una tunica strana,
prega Maometto guardando la strada,
qualcuno venuto da molto lontano
parlando al suo Dio con libro alla mano.
C’è anche chi al prete i peccati confessa
e chi tutte le sere ascolta la messa,
ma come succede in ogni paese
ci sono persone con poche pretese,
non pregano Dio, Allah o Maometto,
lavorano il giorno e la sera a letto.
Alcune persone della parrocchia bene
li gurdan soltanto come gente infedele
e la popolazione dal dogma variato
si attiene alla legge del buon vicinato.
Non giugican gli altri per quello che sono
gli stanno vicini e pregan per loro,
perchè non è il credo che rende fratelli,
son figli di Dio i brutti ed i belli.

Cosa state pensando?
“Oh ma allora non sa parlare solo di borse e di cose futili!”…già, ma non è improbabile che io riesca a dedicare versi poetici ad una borsa di Dior un giorno o l’altro! 😄
Ed ora….che il week-end abbia inizio!

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